Sez. 1, Sentenza n. 10437 del 24/10/1984 Ud. (dep. 20/11/1984) Rv. 166800 - 01
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - OMICIDIO - IN GENERE - OMICIDIO PRETERINTENZIONALE - DIFFERENZA DA QUELLO VOLONTARIO - DOLO DIRETTO E DOLO INDIRETTO - NOZIONE.*
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - OMICIDIO - IN GENERE - OMICIDIO PRETERINTENZIONALE - DIFFERENZA DA QUELLO VOLONTARIO - DOLO DIRETTO E DOLO INDIRETTO - NOZIONE.*
L'elemento che distingue l'omicidio preterintenzionale dal volontario è quello psicologico. Questo, nel primo caso, deve essere ravvisato in un dolo unito a colpa, mentre nell'omicidio volontario ricorre quando risulti o che l'agente si sia rappresentata la morte come diretta conseguenza della propria Azione od omissione (dolo diretto) ovvero che si sia rappresentato l'evento morte come indifferente rispetto a quello di lesioni (dolo indiretto alternativo) ovvero ancora che l'agente si sia rappresentato come probabile e possibile anche l'evento morte e, tuttavia, abbia agito, così accettando preventivamente il rischio di esso e mostrando, in definitiva, di volerlo cagionare (dolo indiretto eventuale). (Conf mass n 151265; (Conf mass n 154752).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 43 CORTE COST., Cod. Pen. art. 575, Cod. Pen. art. 584 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)