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Sez. U, Sentenza n. 10218 del 04/05/2006 (Rv. 590203 - 01)

GIURISDIZIONE CIVILE - GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - CONTRATTI DELLA P.A. - IN GENERE | Gara di appalto bandita dalla s.p.a. Grandi Stazioni (controllata dalla s.p.a. Ferrovie dello Stato) - Applicazione delle norme sui procedimenti ad evidenza pubblica - Necessità - Esclusione - Conseguenze - Giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo - Esclusione - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza.
Stato
decisa il 2006-05-04
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/590203-01

GIURISDIZIONE CIVILE - GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - CONTRATTI DELLA P.A. - IN GENERE

In relazione a gara di appalto bandita dalla s.p.a. Grandi Stazioni per lavori edili di recupero e adeguamento funzionale di una parte del complesso immobiliare della stazione Termini di Roma, la predetta società (che, in forza di contratto con la Ferrovie dello Stato s.p.a., svolge attività di riqualificazione, gestione e valorizzazione di spazi interni all'edificio della stazione - ma non relativi a strutture o impianti inerenti alla circolazione dei treni e alla manutenzione delle infrastrutture ferroviarie - mediante lo sfruttamento economico di detti spazi, ottenuti in gestione e dati in locazione a terzi) non riveste né la qualifica di "organismo di diritto pubblico", ai sensi dell'art. 2, comma 2, lett. a), e comma 6, della n. 109 del 1994 (legge quadro in materia di lavori pubblici), non essendo la sua attività finalizzata alla realizzazione di bisogni di interesse generale non aventi carattere industriale o commerciale; né la qualifica di "amministrazione aggiudicatrice", ai sensi degli artt. 2 e 5 d.lgs. n. 158 del 1995 (di attuazione delle direttive CEE 90/531 e 93/38 relative alle procedure di appalto nei settori esclusi), non gestendo reti ferroviarie; né la qualifica di soggetto privato esecutore di lavori per la cui realizzazione è previsto un contributo pubblico superiore al 40 per cento dell'importo complessivo, ai sensi dell'art. 2, lett. c), della citata legge n. 109 del 1994, requisito non integrato dalla partecipazione maggioritaria della Ferrovie dello Stato s.p.a. al capitale sociale, né dai ricavi che la Grandi Stazioni s.p.a. ottiene dallo sfruttamento commerciale degli spazi conferitile (peraltro dietro corrispettivo) sempre dalla Ferrovie dello Stato s.p.a., trattandosi di circostanze non equiparabili alla contribuzione diretta e specifica a determinati lavori di appalto svolti dalla società finanziata; con la conseguenza che la società in questione non è tenuta all'applicazione delle norme comunitarie o interne sui procedimenti ad evidenza pubblica nella scelta del contraente e, dunque, la controversia riguardante la procedura di affidamento dei lavori non rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, ai sensi dell'art. 6 della legge n. 205 del 2000, bensì in quella del giudice ordinario.

Riferimenti normativi: Legge 11/02/1994 num. 109 art. 2 CORTE COST., Legge 21/07/2000 num. 205 art. 6, Decreto Legisl. 17/03/1995 num. 158 art. 2, Decreto Legisl. 17/03/1995 num. 158 art. 5

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)