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Sez. 2, Sentenza n. 48308 del 15/10/2004 Ud. (dep. 15/12/2004) Rv. 230425 - 01

IMPUGNAZIONI (Cod. proc. pen. 1988) - CASSAZIONE - cognizione della corte di cassazione | Questioni non dedotte nei motivi d'appello - Proponibilità - Sussistenza limitatamente alle sole questioni di diritto sorte per jus superveniens o circostanze sopravvenute - Estensione a questioni implicanti valutazioni di fatto - Esclusione - Fattispecie in tema di continuazione.
Stato
decisa il 2004-10-15
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/230425-01

IMPUGNAZIONI (Cod. proc. pen. 1988) - CASSAZIONE - cognizione della corte di cassazione

L'art. 609, comma secondo, cod. proc. pen., nella parte in cui stabilisce che la Corte di cassazione decide anche le questioni che non sarebbe stato possibile dedurre in grado di appello, trova applicazione a condizione che trattisi di questioni di solo diritto, sorte a cagione dello jus superveniens o per circostanze sopravvenute, rimanendo quindi esclusa la sua operatività quando la decisione implicherebbe valutazioni di fatto, quali quelle aventi ad oggetto l'unicità del disegno criminoso, ai fini della riconoscibilità della continuazione. (Nella specie, in applicazione di tale principio, la Corte ha escluso che potesse dedursi come motivo di ricorso per cassazione la mancata applicazione della continuazione tra il fatto ancora sub judice ed altro fatto per il quale era stata pronunciata sentenza di condanna divenuta irrevocabile dopo la celebrazione del giudizio d'appello).

Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 609, Cod. Pen. art. 81 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)