Sez. L, Sentenza n. 1551 del 28/02/1996 (Rv. 496059 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - ORARIO DI LAVORO - LAVORO STRAORDINARIO | Continuativo - Carattere ordinario o normale - Configurabilità - Esclusione - Computabilità del relativo compenso ai fini del calcolo di istituti indiretti correlati alla retribuzione ordinaria - Esclusione - Limiti.
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - ORARIO DI LAVORO - LAVORO STRAORDINARIO
La prestazione lavorativa eccedente l'orario normale, per la quale sia stata corrisposta la maggiorazione retributiva prevista dalla disciplina collettiva per lo straordinario, rimane - ancorché sia effettuata in via continuativa - una prestazione accessoria ed eccezionale, che non può rivestire natura ordinaria e normale ove non esista una disposizione collettiva (anche aziendale) o un patto individuale derogativi e di maggior favore, in forza dei quali il lavoro prestato oltre l'orario normale, pur restando straordinario ai fini della maggiorazione retributiva, sia tuttavia configurato come attività ordinaria il cui compenso sia conseguentemente computabile ai fini del calcolo degli istituti indiretti correlati alla retribuzione ordinaria.
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2099 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2108 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)