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Sez. 6, Sentenza n. 477 del 25/11/1996 Ud. (dep. 24/01/1997) Rv. 207733 - 01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO IN CASI NON PREVEDUTI SPECIFICAMENTE DALLA LEGGE | Abuso di ufficio realizzato mediante omissione - Configurabilità - Elemento psicologico - Dolo specifico - Necessità - Mera consapevolezza delle illiceità della condotta - Insufficienza - Fine di procurare un vantaggio o un danno ad altri - Necessità.
Stato
decisa il 1996-11-25
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/207733-01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO IN CASI NON PREVEDUTI SPECIFICAMENTE DALLA LEGGE

Il reato di abuso in atti di ufficio può essere commesso anche mediante omissione, ma è in ogni caso necessario il dolo specifico, che non può coincidere con la mera consapevolezza della illiceità della condotta, occorrendo che gli effetti di ingiusto vantaggio o di danno conseguenti al comportamento abusivo costituiscano il precipuo obiettivo che ha mosso la volontà dell'agente. A tal fine è dunque indispensabile stabilire che cosa in concreto si è prefisso l'agente con la sua condotta, potendosi ritenere sussistente il reato solo se tale scopo si identifichi nel procurare un danno ad altri o un vantaggio ingiusto, ed escludendolo in caso contrario, indipendentemente dalla eventuale prevedibilità e occorrenza in concreto di simili effetti.

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 43 CORTE COST., Cod. Pen. art. 323 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)