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Sez. 3, Sentenza n. 2537 del 27/06/1975 (Rv. 376460 - 01)

PROVA CIVILE - CONFESSIONE - STRAGIUDIZIALE - AL TERZO - EFFICACIA PROBATORIA - PREVALENZA SU ALTRE PROVE - LEGITTIMITA.*
Stato
decisa il 1975-06-27
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/376460-01

PROVA CIVILE - CONFESSIONE - STRAGIUDIZIALE - AL TERZO - EFFICACIA PROBATORIA - PREVALENZA SU ALTRE PROVE - LEGITTIMITA.*

La confessione stragiudiziale fatta ad un terzo, avendo, sotto il profilo oggettivo, la stessa struttura della confessione giudiziale e della confessione stragiudiziale fatta alla parte o a chi la rappresenta, poiche la parte dichiarante riconosce la verita di un fatto ad essa sfavorevole e favorevole ad un'altra parte, non ha il valore di un semplice indizio, inteso o nel senso di presunzione o nel senso di elemento indiziario del quale il giudice possa tener conto al fine di completare elementi probatori insufficienti, ma e prova diretta perche, una volta dimostrata in giudizio, rivela direttamente il fatto posto a fondamento della domanda o della eccezione, e prova diretta che ha un valore particolarmente forte, perche la verita del fatto da dimostrare e riconosciuta dalla parte alla quale il fatto medesimo e sfavorevole. Quale prova diretta, e di tal valore, il giudice puo fondare esclusivamente su di essa il suo convincimento, ritenendola, nel suo apprezzamento discrezionale, prevalente rispetto alle altre prove offerte od acquisite in causa. (V 4029/74, mass n 372619; 2429/66, mass n 324703; 1758/65).*

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2735

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)