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Sez. 2, Sentenza n. 1425 del 10/02/1987 (Rv. 450885 - 01)

PROVA CIVILE - CONFESSIONE - STRAGIUDIZIALE - AL TERZO - EFFICACIA PROBATORIA - PREVALENZA SU ALTRE PROVE - LEGITTIMITÀ.*
Stato
decisa il 1987-02-10
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/450885-01

PROVA CIVILE - CONFESSIONE - STRAGIUDIZIALE - AL TERZO - EFFICACIA PROBATORIA - PREVALENZA SU ALTRE PROVE - LEGITTIMITÀ.*

La confessione stragiudiziale fatta ad un terzo, avendo, sotto il profilo oggettivo, la stessa struttura della confessione giudiziale e della confessione stragiudiziale fatta alla parte o a chi la rappresenta, poiché la parte dichiarante riconosce la verità di un fatto ad essa sfavorevole e favorevole ad un'altra parte, non ha il valore di un semplice indizio, inteso o nel senso di presunzione o nel senso di elemento indiziario del quale il giudice possa tener conto al fine di completare elementi probatori insufficienti, ma è prova diretta perché, una volta dimostrata in giudizio, rivela direttamente il fatto posto a fondamento della domanda o della eccezione, e prova diretta che ha un valore particolarmente forte, perché la verità del fatto da dimostrare è riconosciuta dalla parte alla quale il fatto medesimo e sfavorevole. Quale prova diretta, e di tal valore, il giudice può fondare esclusivamente su di essa il suo convincimento, ritenendola, nel suo apprezzamento discrezionale, prevalente rispetto alle altre prove offerte od acquisite in causa. (V 4012/83, mass n 428952; (V 3591/83, mass n 428473; (V 5964/78, mass n 395796; (V 1146/77, mass n 384807; (V 4029/74, mass n 372619; (V 2429/66, mass n 324703; (Conf 100/82, mass n 417781; (Conf 2537/75, mass n 376460).*

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2735

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)