diritto.io

Sez. 2, Sentenza n. 6055 del 10/11/1988 (Rv. 460468 - 01)

PROVA CIVILE - CONSULENZA TECNICA - POTERI (O OBBLIGHI) DEL GIUDICE - IN GENERE - ISTANZA DI CONSULENZA TECNICA - ACCOGLIMENTO O RIGETTO - POTERE DISCREZIONALE DEL GIUDICE - ESERCIZIO - CRITERI.*
Stato
decisa il 1988-11-10
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/460468-01

PROVA CIVILE - CONSULENZA TECNICA - POTERI (O OBBLIGHI) DEL GIUDICE - IN GENERE - ISTANZA DI CONSULENZA TECNICA - ACCOGLIMENTO O RIGETTO - POTERE DISCREZIONALE DEL GIUDICE - ESERCIZIO - CRITERI.*

L'Esercizio del potere discrezionale del giudice di merito di accogliere o respingere, anche implicitamente, l'istanza di ammissione della consulenza tecnica, presuppone che dal complesso delle argomentazioni adottate a conforto della decisione, risulti che le altre prove acquisite ed esaminate siano sufficienti a giustificare la decisione stessa. Invece, il giudice non può negare la consulenza, omettendo di confutare le ragioni esposte dalla parte a sostegno dell'istanza, e, conseguentemente, non accogliere la domanda, ritenendo non dimostrati i fatti che mediante la consulenza stessa si sarebbero potuti provare, specialmente quando si debbano accertare degli elementi (come il prezzo di mercato di un immobile) rispetto ai quali la consulenza si presenta come lo strumento più funzionale ed efficiente d'indagine e la parte si trovi, se non nell'impossibilità, quanto meno nella pratica difficoltà di offrire adeguati parametri di valutazione. (V 4178/83, mass n 429121; (V 1123/71, mass n 351205).*

Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 61

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)