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Sez. L, Sentenza n. 1021 del 04/02/1997 (Rv. 502166 - 01)

PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO E LE MALATTIE PROFESSIONALI - IN GENERE | Delega rilasciata dal Presidente dell'istituto assicurativo al direttore di una sede periferica - Ipotesi di decentramento amministrativo - Configurabilità - Esercizio dell'azione diretta al pagamento di somme di denaro - Legittimazione del direttore - Sussistenza.
Stato
decisa il 1997-02-04
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/502166-01

PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO E LE MALATTIE PROFESSIONALI - IN GENERE

La delega prevista dall'ultimo comma dell'art. 2 R.D.L. 6 luglio 1933 n. 1033, come sostituito dall'art. 1 D.L. Capo Provvisorio dello Stato 13 maggio 1947 n. 438, rilasciata dal presidente dell'I.N.A.I.L. ed avente ad oggetto il conferimento della legale rappresentanza dell'istituto al direttore di una sede periferica - delega che esula dallo schema della rappresentanza in senso tecnico, ed è riconducibile alla figura della delegazione fra organi attuata ai fini di un decentramento amministrativo, con l'effetto di determinare, sia pure in modo non permanente, un vero e proprio spostamento di competenza dall'organo delegante a quello delegato - investe il direttore della sede periferica, per quanto concerne l'attività dell'istituto nell'ambito della sede stessa, della rappresentanza anche processuale dell'I.N.A.I.L. nelle controversie concernenti la predetta attività, e quindi lo abilita anche all'esercizio dell'azione diretta ad ottenere il pagamento di una somma di danaro sia per premi assicurativi non pagati sia per il recupero di crediti in via di regresso nei confronti del responsabile di un infortunio sul lavoro occorso ad un dipendente, nonché all'impugnazione di sentenze intervenute nell'ambito di tali controversie.

Riferimenti normativi: Regio Decr. Legge 06/07/1933 num. 1033 art. 2, Decr. Leg. Capo Provv. Stato 13/05/1947 num. 438 art. 1

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)