Sez. 3, Sentenza n. 6612 del 11/11/1974 Ud. (dep. 16/06/1975) Rv. 130302 - 01
REATO - ELEMENTO SOGGETTIVO (PSICOLOGICO) - CONTRAVVENZIONI - CAUSE DI ESCLUSIONE DEL DOLO E DELLA COLPA - ERRORE DI FATTO - CD BUONA FEDE NELLE CONTRAVVENZIONI - FATTO DETERMINATO DALL'OPERATO DI PUBBLICHE AUTORITA - ESONERO DI RESPONSABILITA - FONDAMENTO E LIMITI.*
REATO - ELEMENTO SOGGETTIVO (PSICOLOGICO) - CONTRAVVENZIONI - CAUSE DI ESCLUSIONE DEL DOLO E DELLA COLPA - ERRORE DI FATTO - CD BUONA FEDE NELLE CONTRAVVENZIONI - FATTO DETERMINATO DALL'OPERATO DI PUBBLICHE AUTORITA - ESONERO DI RESPONSABILITA - FONDAMENTO E LIMITI.*
L'errore sulla liceita del fatto costituente reato contravvenzionale, comunemente indicato come buona fede, puo essere causa di esclusione della responsabilita penale soltanto quando esso derivi nell'autore da positivi manifestazioni di comportamento attivo di pubbliche autorita inducenti in particolari circostanze al convincimento incolpevole che una certa condotta non sia dovuta o debba ritenersi consentita o altrimenti legittima. Il principio ha fondamento sulla considerazione che, in una situazione di fatto cosi rigorosamente connotata, l'errore piu che vertere inescusabilmente sulla formale antigiuridicita della condotta, cade sulle condizioni stesse sulle quali possa formarsi nel soggetto agente una positiva coscienza di tale antigiuridicita. Data la eccezionalita del principio rispetto alla regola secondo cui il reato contravvenzionale e punito indipendentemente dalla natura dolosa o colposa della condotta contraria al precetto penale, perche esso possa trovare applicazione, nel fatto dell'agente deve esulare ogni profilo di imprudenza, negligenza o imperizia, o altro aspetto di riprovevolezza, costitutivo di atteggiamento colposo ai sensi dello art 43 cod pen, anche in connessione con l'operato della pa in ipotesi adducente psicologicamente alla violazione del precetto penale.*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 5 CORTE COST., Cod. Pen. art. 42 CORTE COST., Cod. Pen. art. 43 CORTE COST., Cod. Pen. art. 47
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)