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Sez. 1, Sentenza n. 12273 del 05/12/2013 Ud. (dep. 14/03/2014) Rv. 262261 - 01

SENTENZA - CONDANNA - IN GENERE | Assoluzione in primo grado - Riforma in grado di appello - Presupposti - Diversa e non maggiormente plausibile valutazione delle medesime prove - Sufficienza - Esclusione - Forza persuasiva idonea a fugare ogni ragionevole dubbio - Necessità - Fattispecie.
Stato
decisa il 2013-12-05
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/262261-01

SENTENZA - CONDANNA - IN GENERE

Nel giudizio di appello, per la riforma della sentenza assolutoria, in assenza di elementi sopravvenuti, non basta una diversa valutazione del materiale probatorio acquisito in primo grado, che sia caratterizzata da pari plausibilità rispetto a quella operata dal primo giudice, occorrendo invece una forza persuasiva superiore, tale da far venir meno ogni ragionevole dubbio. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da vizi la sentenza di condanna nell'ambito di processo celebrato con il rito abbreviato, nella quale il verdetto di colpevolezza era fondato su puntuali rilievi di contraddittorietà della motivazione assolutoria, ai quali la Corte di appello era pervenuta sulla base dello stesso materiale istruttorio acquisito in primo grado, ma ampliando la piattaforma valutativa presa in esame dal giudice di prima cura).

Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 533 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 606

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)