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Sez. 6, Sentenza n. 7014 del 03/05/2000 Ud. (dep. 14/06/2000) Rv. 220573 - 01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PRIVATI - REAZIONE AD ATTI ARBITRARI DEL PUBBLICO UFFICIALE | Condizioni - Mera illegittimità dell'atto - Sussistenza della scriminante - Esclusione - Consapevolezza della illegittimità sia da parte del pubblico ufficiale sia da parte del privato - Necessità - Fattispecie.
Stato
decisa il 2000-05-03
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/220573-01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PRIVATI - REAZIONE AD ATTI ARBITRARI DEL PUBBLICO UFFICIALE

Perché l'atto del pubblico ufficiale possa dirsi arbitrario ai fini del riconoscimento della scriminante di cui all'art. 4 D. lgs. lgt. 14 settembre 1944, n. 288, non basta che esso sia posto in essere "contra legem", ma è necessaria la consapevolezza di tale illegittimità da parte sia del pubblico ufficiale sia del privato. (Fattispecie in tema di resistenza a pubblico ufficiale posta in essere in occasione di un arresto in flagranza eseguito in mancanza dei presupposti di legge; della cui illegittimità non erano consapevoli né il pubblico ufficiale né l'arrestato). Vedi Corte cost., sent. n. 140 del 1998.

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 337 CORTE COST., Decr. Legisl. Luogoten. 14/09/1944 num. 288 art. 4 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)