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Sez. U, Sentenza n. 15144 del 11/07/2011 (Rv. 617907 - 01)

ACQUE - ACQUE PUBBLICHE - DERIVAZIONI E UTILIZZAZIONI (UTENZE) - REGIONI (COMPETENZA) | Canone di concessione di derivazione per uso idroelettrico - Determinazione - Potestà regionale - Configurabilità - Fondamento - Trasferimento delle funzioni ex art. 89 del d.lgs. n. 112 del 1998 - Potestà di aumento del canone anzidetto - Spettanza alle Regioni - Sussistenza - Fondamento - Principio fondamentale da rispettare da parte della legislazione concorrente regionale - Individuazione - Fattispecie.
Stato
decisa il 2011-07-11
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/617907-01

ACQUE - ACQUE PUBBLICHE - DERIVAZIONI E UTILIZZAZIONI (UTENZE) - REGIONI (COMPETENZA)

La potestà delle Regioni di fissare la misura del canone di concessione di derivazione per uso idroelettrico si fonda sul trasferimento ad esse delle funzioni afferenti, tra l'altro, alla "determinazione dei canoni di concessione" relativi "alle derivazioni di acqua pubblica", in forza dell'art. 89, comma 1, del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 112. Detta potestà ricomprende anche quella (di minore ampiezza e, dunque, in essa inclusa) di aumentare il canone di concessione, giacchè qualsiasi limitazione del potere regionale al solo momento della "determinazione" iniziale comprimerebbe il trasferimento delle funzioni relative, operato dallo Stato senza riserva alcuna. Nelle predetta materia, da ascriversi, a seguito della riforma del Titolo V della Costituzione recata dalla legge costituzionale n. 3 del 2001, a quella della "produzione di energia", attribuita alla competenza concorrente dello Stato e delle Regioni, in forza del terzo comma dell'art. 117 Cost., l'unico principio fondamentale della legislazione statale va ravvisato nella onerosità della concessione e nella proporzionalità del canone all'effettiva entità dello sfruttamento delle risorse pubbliche che la concessione comporta e all'utilità che il concessionario ne ricava, così da imporre una ragionevole gradualità di incremento del canone da parte delle Regioni. (Nella specie, le S.U. hanno confermato la sentenza del TSAP che aveva annullato, per eccesso di potere, una delibera della Giunta della Regione Basilicata la quale, in base alla competenza affidata ad essa dalla legge reg., aveva fissato una misura del canone pressoché tripla rispetto a quella stabilita dalla legislazione statale in precedenza applicata).

Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 31/03/1998 num. 112 art. 86, Decreto Legisl. 31/03/1998 num. 112 art. 89, Costituzione art. 117 com. 3 CORTE COST., Legge Reg. Basilicata 08/03/1999 num. 7 art. 59, Legge Reg. Basilicata 04/02/2003 num. 7 art. 26, Legge Cost. 18/10/2001 num. 3 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)