Sez. 1, Sentenza n. 43046 del 15/10/2003 Cc. (dep. 11/11/2003) Rv. 226609 - 01
SICUREZZA PUBBLICA - MISURE DI PREVENZIONE - APPARTENENTI AD ASSOCIAZIONI MAFIOSE | Sorveglianza speciale - Indizi di appartenenza al sodalizio mafioso - Utilizzazione di sentenze di assoluzione ex art. 530 comma 2 c.p.p. - Valutazione delle risultanze probatorie acquisite nei giudizi penali - Acquisizione delle motivazioni - Necessità - Fattispecie.
SICUREZZA PUBBLICA - MISURE DI PREVENZIONE - APPARTENENTI AD ASSOCIAZIONI MAFIOSE
Nel procedimento di applicazione delle misure di prevenzione personale nei confronti di indiziati di appartenere ad associazioni di tipo mafioso, il giudice può utilizzare le sentenze pronunciate nei confronti del proposto che sia stato assolto con la formula dell'insufficienza o contraddittorietà della prova, ma in tal caso la verifica dell'effettiva consistenza e sintomaticità degli indizi di appartenenza al sodalizio mafioso deve essere condotta sulle risultanze probatorie acquisite nel giudizio penale e sulle reali ragioni del convincimento di non colpevolezza espresso dai giudici di merito (nella specie, la Corte ha ritenuto gravemente carente di motivazione il decreto con cui era stata disposta la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno in base al tenore delle formule assolutorie - e alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia -, senza che fossero nemmeno acquisite, per essere valutate, le motivazioni delle sentenze).
Riferimenti normativi: Legge 31/05/1965 num. 575 art. 2 CORTE COST., Legge 31/05/1965 num. 575 art. 1, Legge 27/12/1956 num. 1423 art. 3 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 530 com. 2, Legge 22/09/1988 num. 447 art. 530 com. 2 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)