Sez. 6, Sentenza n. 3075 del 22/11/2017 Cc. (dep. 23/01/2018) Rv. 272125 - 01
RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITÀ STRANIERE - IN GENERE | Riconoscimento di sentenzza di condanna emessa in uno Stato dell'Unione europea - Verifica della qualificazione giuridica del reato e della corrispondente pena prevista in Italia - Necessità - Fattispecie.
RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITÀ STRANIERE - IN GENERE
In tema di riconoscimento per l'esecuzione in Italia della sentenza di condanna emessa in altro Stato membro dell'Unione europea, la Corte d'appello deve preliminarmente verificare a quale fattispecie astratta di reato, prevista dall'ordinamento interno, sia riconducibile il fatto giudicato dalla sentenza da eseguire, per poi accertare che la durata e la natura della pena o della misura di sicurezza inflitta siano compatibili con quelle previste in Italia per reati similari. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato con rinvio la sentenza della corte d'appello, in quanto era stata disposta l'esecuzione della condanna emessa nel Regno Unito alla pena dell'ergastolo, per il reato di "manslaughter", termine erroneamente tradotto quale "omicidio preterintenzionale", mentre il fatto giudicato riguardava un omicidio volontario commesso da soggetto con vizio parziale di mente, senza considerare che per tale condotta l'ordinamento italiano non contempla la pena dell'ergastolo, ma solo quella detentiva).
Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 07/09/2010 num. 161 art. 10
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)