Sez. 6, Sentenza n. 52235 del 10/11/2017 Cc. (dep. 15/11/2017) Rv. 271578 - 01
RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITÀ STRANIERE | Riconoscimento di sentenza di condanna emessa in uno Stato dell'Unione europea - Procedimento - Applicazione dell'istituto della continuazione - Possibilità - Esclusione - Ragioni.
RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITÀ STRANIERE
In tema di riconoscimento per l'esecuzione in Italia della sentenza di condanna emessa in altro Stato membro dell'Unione europea, è preclusa l'applicazione dell'istituto della continuazione, atteso che, ai sensi dell'art. 10, comma 1, lett. f), d.lgs.7 settembre 2010, n. 161, il giudice italiano è vincolato a rispettare la durata e la natura della pena stabilita nello Stato di condanna, salvo un circoscritto potere di adattamento, entro i limiti stabiliti dall'art. 5 del medesimo decreto legislativo, qualora la stessa sia incompatibile, per natura e durata, con la legge italiana.
Riferimenti normativi: Decreto Legisl. 07/09/2010 num. 161, Decreto Legisl. 07/09/2010 num. 161 art. 10
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)