Sez. L, Sentenza n. 80 del 04/01/2011 (Rv. 615935 - 01)
IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - RICORSO - FORMA E CONTENUTO - INDICAZIONE DEI MOTIVI E DELLE NORME DI DIRITTO | Quesito di diritto - Conferenza e rilevanza rispetto alla fattispecie dedotta in giudizio - Necessità - Allegazione dello "ius superveniens" con memoria ex art. 378 cod. proc. civ. - Persistenza della necessità del quesito - Sussistenza - Inadeguatezza - Inammissibilità - Fattispecie in materia di contratti a termine.
IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - RICORSO - FORMA E CONTENUTO - INDICAZIONE DEI MOTIVI E DELLE NORME DI DIRITTO
Il quesito di diritto, richiesto dall'art. 366 bis cod. proc. civ. (applicabile "ratione temporis") e formulato con il ricorso, deve essere conferente rispetto alla fattispecie dedotta in giudizio e rilevante per la decisione della controversia anche nell'ipotesi in cui la parte alleghi, con memoria ex art. 378 cod. proc. civ., l'applicabilità dello "ius superveniens" ai fini della decisione del ricorso, dovendosi ritenere, in mancanza, l'inammissibilità del motivo. (Nella specie, con riguardo ad un controversia relativa alla nullità del termine apposto ad un contratto di lavoro, la parte, con la memoria ex art. 378 cod. proc. civ., aveva dedotto l'applicabilità della norma sopravvenuta di cui all'art. 32, commi 5, 6 e 7, della legge n. 183 del 2010, con la quale il legislatore aveva disciplinato, con efficacia estesa ai procedimenti pendenti, la determinazione del risarcimento conseguente alla conversione del contratto a tempo determinato, mentre il quesito di diritto formulato con il ricorso non si riferiva all'"aliunde perceptum", era generico sulla "mora credendi" e non era pertinente rispetto alla fattispecie, risolvendosi nell'enunciazione in astratto delle regole vigenti nella materia, senza enucleare il momento di conflitto rispetto ad esse del concreto accertamento operato dai giudici di merito).
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 366 bis, Cod. Proc. Civ. art. 378, Legge 04/11/2010 num. 183 art. 32 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)