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Sez. U, Sentenza n. 1727 del 05/03/1996 (Rv. 496137 - 01)

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - COSTITUZIONE DEL RAPPORTO - ASSUNZIONE - COLLOCAMENTO AL LAVORO - CIECHI, INVALIDI E MUTILATI - ASSUNZIONE OBBLIGATORIA | Controversia promossa dal datore di lavoro per l'accertamento della illegittimità di un provvedimento di avviamento per insussistenza dei presupposti necessari per l'applicazione del cosiddetto scorrimento - Giurisdizione del giudice ordinario - Sussistenza.
Stato
decisa il 1996-03-05
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/496137-01

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - COSTITUZIONE DEL RAPPORTO - ASSUNZIONE - COLLOCAMENTO AL LAVORO - CIECHI, INVALIDI E MUTILATI - ASSUNZIONE OBBLIGATORIA

Spetta alla cognizione del giudice ordinario la controversia promossa da un imprenditore che contesti la legittimità di un provvedimento di avviamento al lavoro di un appartenente alle categorie protette per mancanza dei presupposti legittimanti l'applicazione del cosiddetto scorrimento - istituto in base al quale l'appartenente ad una delle categorie di beneficiari di cui all'art. 9, primo comma, della legge 2 aprile 1968 n. 482 può subentrare proporzionalmente in un'altra delle suddette categorie che risulti deficitaria, secondo le valutazioni espresse dalla commissione provinciale per il collocamento obbligatorio, valutazioni che, in sede di assegnazione dei posti disponibili nell'ambito della stessa categoria, devono essere fondate, ai sensi dell'art. 17, lettera c), della legge suddetta, sui criteri di preferenza di cui all'art. 15, quarto comma, della legge 29 aprile 1949 n. 264, riferiti al carico familiare, all'anzianità di iscrizione nelle liste di collocamento ed alla situazione economica e familiare del disoccupato anche con riguardo allo stato sanitario del nucleo familiare - atteso che le norme sopra richiamate tutelano in via generale ed immediata gli aspiranti lavoratori appartenenti alle categorie protette e che la loro violazione può incidere su un interesse giuridicamente protetto dell'imprenditore, configurabile come diritto soggettivo perfetto, solo se gli accertamenti e le determinazioni della pubblica amministrazione cagionino un illegittimo maggior onere per l'impresa. In tale ipotesi pertanto il giudice ordinario deve pronunciarsi sulla relativa domanda, eventualmente disapplicando i provvedimenti amministrativi illegittimi ai sensi dell'art. 5 della legge 20 marzo 1865 n. 2248, all. E.

Riferimenti normativi: Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 5 CORTE COST., Legge 02/04/1968 num. 482 art. 9 CORTE COST., Legge 29/04/1949 num. 2641 art. 15, Legge 02/04/1968 num. 482 art. 17

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)