Sez. 2, Sentenza n. 207 del 21/01/1985 (Rv. 438433 - 01)
SUCCESSIONI MORTIS CAUSA - SUCCESSIONE TESTAMENTARIA - TESTAMENTO IN GENERE - INTERPRETAZIONE - CRITERI - PRINCIPIO DELLA CONSERVAZIONE - APPLICABILITÀ.*
SUCCESSIONI MORTIS CAUSA - SUCCESSIONE TESTAMENTARIA - TESTAMENTO IN GENERE - INTERPRETAZIONE - CRITERI - PRINCIPIO DELLA CONSERVAZIONE - APPLICABILITÀ.*
Per la individuazione della volontà del testatore, che prevale sulle espressioni usate, vanno utilizzate le regole ermeneutiche dettate dal codice, con gli adattamenti imposti dalla natura di negozio unilaterale non recettizio del testamento, e anche i mezzi sussidiari di interpretazione per fugare i dubbi nelle dichiarazioni formulate in modo impreciso, al fine di ricercare con il necessario approfondimento l'effettiva volontà del disponente, senza escludere il principio della conservazione sancito dall'art. 1367 cod. civ., che fornisce un utile criterio per riconoscere fra i diversi effetti ipotizzabili quello meglio rispondente alla funzione, sempre nel rispetto della volontà manifestata dal testatore. (V 3522/82, mass n 421500).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 588, Cod. Civ. art. 1367
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)