Sez. L, Sentenza n. 9104 del 10/04/2026 (Rv. 678735-01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO (NOZIONE, DIFFERENZE DALL'APPALTO E DAL RAPPORTO DI LAVORO AUTONOMO, DISTINZIONI) - ASSOCIAZIONI SINDACALI - IMMUNITA' - SINDACATI (POSTCORPORATIVI) - LIBERTA' SINDACALE - ATTI DISCRIMINATORI | Caregiver - Accomodamenti ragionevoli - Onere datore di lavoro - Mancata adozione di soluzioni ragionevoli - Reiterazione di provvedimenti di natura provvisoria e non definitiva - Eguale trattamento di lavoratori con specificità diverse - Discriminazione indiretta - Sussistenza - Fondamento. LAVORO - LAVORO SUBORDINATO (NOZIONE, DIFFERENZE DALL'APPALTO E DAL RAPPORTO DI LAVORO AUTONOMO, DISTINZIONI) - DIRITTI ED OBBLIGHI DEL DATORE E DEL PRESTATORE DI LAVORO - IN GENERE - In genere.
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO (NOZIONE, DIFFERENZE DALL'APPALTO E DAL RAPPORTO DI LAVORO AUTONOMO, DISTINZIONI) - ASSOCIAZIONI SINDACALI - IMMUNITA' - SINDACATI (POSTCORPORATIVI) - LIBERTA' SINDACALE - ATTI DISCRIMINATORI
Costituisce discriminazione indiretta del datore di lavoro nei confronti del caregiver, ai sensi dell'art. 5 della dir. 2000/78/CE - per come estensivamente interpretato dalla CGUE con sentenza dell'11 settembre 2025, in causa C-38/24 - la mancata adozione di accomodamenti ragionevoli che consentano al lavoratore di fornire al figlio affetto da disabilità l'assistenza necessaria a permettere le cure che le sue condizioni richiedono, nonché il comportamento del medesimo datore di lavoro che equipari la posizione di lavoratori con specificità diverse, o che, al fine di risolvere le difficoltà di proseguire la vita lavorativa prospettate dal caregiver come conseguenza degli obblighi di assistenza dei quali è onerato, ometta di assumere provvedimenti in ordine alla richiesta di essere eventualmente adibito anche a mansioni inferiori, ovvero adotti, per un periodo di tempo irragionevolmente lungo, provvedimenti di natura provvisoria e non definitiva.
Direttive del Consiglio CEE 27/11/2000 num. 78 art. 5, Decreto Legisl. 09/07/2003 num. 216 art. 3 com. 3, Decreto Legisl. 09/07/2003 num. 216 art. 2
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)