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Sez. L, Sentenza n. 4946 del 28/05/1990 (Rv. 467414 - 01)

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - MANSIONI - DIVERSE DA QUELLE DELL'ASSUNZIONE - QUALIFICHE - DIRITTO ALLA QUALIFICA - PROMOZIONE AUTOMATICA - CONDIZIONE - CUMULO DI DISTINTE PRESTAZIONI LAVORATIVE DI DURATA MINORE DI TRE MESI - RILEVANZA - ESTREMI - INTENTO FRAUDOLENTO DEL DATORE DI LAVORO - ESCLUSIONE - NECESSITÀ PER REGOLAMENTO O CONTRATTO DI RICOPRIRE I POSTI VACANTI MEDIANTE CONCORSO - ININFLUENZA.*
Stato
decisa il 1990-05-28
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/467414-01

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - MANSIONI - DIVERSE DA QUELLE DELL'ASSUNZIONE - QUALIFICHE - DIRITTO ALLA QUALIFICA - PROMOZIONE AUTOMATICA - CONDIZIONE - CUMULO DI DISTINTE PRESTAZIONI LAVORATIVE DI DURATA MINORE DI TRE MESI - RILEVANZA - ESTREMI - INTENTO FRAUDOLENTO DEL DATORE DI LAVORO - ESCLUSIONE - NECESSITÀ PER REGOLAMENTO O CONTRATTO DI RICOPRIRE I POSTI VACANTI MEDIANTE CONCORSO - ININFLUENZA.*

Il principio sancito dall'art. 2103 cod. civ., secondo cui il lavoratore subordinato, che sia stato assegnato a mansioni superiori, ha diritto al trattamento corrispondente all'attività svolta, e l'assegnazione diventa definitiva (ove non abbia avuto luogo per la sostituzione di un dipendente assente con diritto alla conservazione del posto) dopo il periodo fissato dai contratti collettivi e comunque non superiore a tre mesi, trova applicazione anche nel caso in cui il periodo suddetto risulti dal cumulo di distinte prestazioni lavorative di minor durata, sempre che queste abbiano assunto carattere di frequenza e di sistematicità desumibile dal numero delle assegnazioni e dal tempo intercorso tra un'assegnazione ed un'altra, indipendentemente dalla ricorrenza dell'intento fraudolento del datore di lavoro diretto ad impedire, con l'interruzione dell'assegnazione, la promozione automatica; né il diritto alla stabilizzazione nella superiore posizione di lavoro viene meno per il fatto che in base a norme regolamentari o convenzionali il datore di lavoro (nella specie, l'ENEL) sia tenuto a ricoprire i posti vacanti mediante concorso. (V 4108/87, mass n 452884; (V 752/86, mass n 444296; (V 2170, mass n 462728).*

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2103 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)