Sez. L, Sentenza n. 5493 del 26/08/1983 (Rv. 430429 - 01)
FONTI DEL DIRITTO - INTERPRETAZIONE DEGLI ATTI NORMATIVI - LETTERALE - ELEMENTO LETTERALE ED INTENZIONE DEL LEGISLATORE - CRITERI COMPRIMARI DI ERMENEUTICA - CONFIGURABILITÀ.*
FONTI DEL DIRITTO - INTERPRETAZIONE DEGLI ATTI NORMATIVI - LETTERALE - ELEMENTO LETTERALE ED INTENZIONE DEL LEGISLATORE - CRITERI COMPRIMARI DI ERMENEUTICA - CONFIGURABILITÀ.*
Quando la lettera della norma sia ambigua e sia altresì infruttuoso il ricorso al criterio ermeneutico sussidiario costituito dalla ricerca, attraverso l'esame complessivo del testo, della mens legis, l'elemento letterale e l'intenzione del legislatore, rivelatisi insufficienti in quanto utilizzati singolarmente, acquistano, nel procedimento interpretativo della legge, un ruolo paritetico, sicché - mediante la valorizzazione della congiunzione - e - interposta, nel primo comma dell'art. 12 delle preleggi, fra un criterio interpretativo e l'altro - l'intenzione del legislatore funge da criterio comprimario di ermeneutica, atto ad ovviare alla equivocità della formulazione del testo da interpretare. (Conf 2663/83, mass n 427548; (Conf 2183/83, mass n 427036; (Conf 1557/83, mass n 426382; (Conf 1482/83, mass n 426307).*
Riferimenti normativi: Preleggi art. 12
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)