diritto.io

Sez. 1, Sentenza n. 26056 del 23/12/2010 (Rv. 615675 - 01)

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA - STRANIERO (CONDIZIONE DELLO) | Domanda di protezione internazionale - Accertamento giudiziale - Credibilità soggettiva del richiedente - Valutazione esclusiva - Sufficienza - Esclusione - Fattispecie.
Stato
decisa il 2010-12-23
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/615675-01

COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA - STRANIERO (CONDIZIONE DELLO)

In tema di accertamento del diritto ad ottenere una misura di protezione internazionale, il giudice non può formare il proprio convincimento esclusivamente sulla base della credibilità soggettiva del richiedente e sull'adempimento dell'onere di provare la sussistenza del "fumus persecutionis" a suo danno nel paese d'origine (anche nel quadro normativo, applicabile "ratione temporis" vigente prima dell'entrata in vigore dell'art. 8, terzo comma del d.lgs n. 25 del 2008), essendo, invece, tenuto a verificare la condizione di persecuzione di opinioni, abitudini, pratiche sulla base di informazioni esterne e oggettive relative alla situazione reale del paese di provenienza, mentre solo la riferibilità specifica al richiedente del "fumus persecutionis" può essere fondata anche su elementi di valutazione personale quali, tra i quali, la credibilità delle dichiarazioni dell'interessato. (Nella specie, la Corte ha escluso l'inattendibilità del richiedente, ritenuta dal giudice di merito, sulla base della pretesa pluralità di versioni fornite dall'istante, avendo lo stesso affermato, in un primo tempo, di aver lasciato il proprio paese, la Nigeria, per il timore di essere arrestato e processato perchè di fede cristiana, e, in un secondo tempo davanti alla Commissione centrale ("ratione temporis" operante), dichiarato che la fuga era stata dettata dalla speranza di migliori condizioni di vita civile e democratica).

Riferimenti normativi: Costituzione art. 10 com. 3, Decreto Legge 30/12/1989 num. 416 art. 1 CORTE COST., Legge 28/02/1990 num. 39 CORTE COST., Decreto Legisl. 28/01/2008 num. 25 art. 8

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)