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Sez. 1, Sentenza n. 18779 del 27/03/2013 Ud. (dep. 29/04/2013) Rv. 256015 - 01

REATO - CIRCOSTANZE - AGGRAVANTI COMUNI - MOTIVI ABIETTI O FUTILI | Motivo futile - Presupposto - Identificazione in concreto della ragione giustificatrice del reato - Necessità - Fattispecie.
Stato
decisa il 2013-03-27
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/256015-01

REATO - CIRCOSTANZE - AGGRAVANTI COMUNI - MOTIVI ABIETTI O FUTILI

Il riconoscimento della futilità del motivo presuppone, da parte del giudice, la necessaria identificazione in concreto della natura e della portata della ragione giustificatrice della condotta delittuosa, quale univoco indice di un istinto criminale più spiccato e di un elevato grado di pericolosità dell'agente. (Nella specie la Corte ha precisato che il motivo di gelosia può portare ad escludere l'aggravante in questione se si tratti di spinta davvero forte dell'animo umano che può indurre a gesti del tutto inaspettati e illogici e sempre che la condotta non sia in realtà espressione di uno spirito punitivo nei confronti della vittima, considerata come propria appartenenza).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 56 CORTE COST., Cod. Pen. art. 61 bis, Cod. Pen. art. 575

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)