Sez. U, Sentenza n. 16798 del 30/07/2007 (Rv. 598428 - 01)
ACQUE - TRIBUNALI DELLE ACQUE PUBBLICHE - COMPETENZA E GIURISDIZIONE - IN GENERE | Concessioni di utenza di risorse idriche - Controversie sull'esistenza e sull'entità dei canoni - Tribunali regionali delle acque pubbliche - Cognizione - Devoluzione - Condizione - Parametri e criteri tecnici di determinazione dei canoni - Relativi atti amministrativi - Illegittimità - Tutela esperibile - Fattispecie.
ACQUE - TRIBUNALI DELLE ACQUE PUBBLICHE - COMPETENZA E GIURISDIZIONE - IN GENERE
Il Tribunale Regionale delle Acque, quale giudice ordinario specializzato, non ha cognizione nelle controversie relative alla debenza dei canoni di concessione di derivazione di acque in cui le parti chiedano un accertamento pregiudiziale, con efficacia di giudicato, circa la illegittimità dei provvedimenti dell'autorità amministrativa che hanno aumentato i canoni stessi, ma può compiere un accertamento incidentale sulla illegittimità degli atti ed eventualmente disapplicarli. Ciò purchè l'impugnazione riguardi tanto la richiesta di pagamento del canone nella nuova maggior misura, quanto l'atto amministrativo di carattere generale su cui la richiesta è basata, ma non anche quando venga impugnato unicamente l'atto generale, nel qual caso sussiste la giurisdizione di legittimità del Tribunale superiore delle acque pubbliche, senza che vi osti l'art. 33 del d.lgs. 31 marzo 1998, n. 80, non avendo tale normativa inciso sulla giurisdizione del T.S.A.P. (fattispecie relativa a domanda di annullamento di una delibera regionale di determina dell'importo del canone annuo relativo alle concessioni di derivazione di acqua pubblica per uso idroelettrico, per dedotta violazione dei parametri fissati dalla legislazione statale; la S.C. ha affermato che il ricorso non aveva ad oggetto l'accertamento negativo di un debito e non serviva per difendersi da una concreta pretesa di carattere patrimoniale avanzata nei confronti dei ricorrenti per il pagamento del canone di concessione di derivazione di acqua pubblica, rispetto alla quale fosse configurabile una posizione di diritto soggettivo, bensì riguardava l'esercizio del potere amministrativo di determinazione dei canoni, nei cui confronti la posizione soggettiva coinvolta era di interesse legittimo).
Riferimenti normativi: Testo Unico 12/11/1933 num. 1775 art. 140, Testo Unico 12/11/1933 num. 1775 art. 143 CORTE COST., Legge 06/12/1971 num. 1034 art. 5, Decreto Legisl. 31/03/1998 num. 80 art. 33 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)