Sez. 3 - , Sentenza n. 15206 del 21/11/2019 Ud. (dep. 15/05/2020) Rv. 279067 - 03
REATO - CIRCOSTANZE - IN GENERE | Fatto integrante circostanza aggravante non valorizzato nel giudizio di comparazione – Valutazione anche ai fini della determinazione della pena - Legittimità - Fattispecie
REATO - CIRCOSTANZE - IN GENERE
In tema di determinazione del trattamento sanzionatorio, il giudice può valutare ai fini della quantificazione della pena un fatto integrante una specifica circostanza aggravante, pur se ritenuta, all'esito del giudizio di comparazione, equivalente alle circostanze attenuanti. (In applicazione di tale principio, con riferimento al reato di agevolazione, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, la Corte ha ritenuto corretta la determinazione della pena al di sopra del minimo edittale per il numero delle persone il cui meretricio era oggetto di sfruttamento, elemento integrante l'aggravante di cui all'art. 4 della legge 20 febbraio 1958 n. 75, sterilizzata dal giudizio di comparazione con le circostanze attenuanti generiche concesse).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 63 com. 1, Cod. Pen. art. 68, Cod. Pen. art. 133 CORTE COST., Legge 20/02/1958 num. 75 art. 3 CORTE COST., Legge 20/02/1958 num. 75 art. 4 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)