Sez. 3, Sentenza n. 12518 del 13/02/2025 Cc. (dep. 01/04/2025) Rv. 287807-01
PROVE - MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA - SEQUESTRI - DECRETO - RICHIESTA DI RIESAME | Sequestro probatorio disposto in relazione a delitto tentato - "Fumus commissi delicti" - Contenuto - Univocità e idoneità degli atti - Valutazione - Necessità - Fattispecie.
PROVE - MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA - SEQUESTRI - DECRETO - RICHIESTA DI RIESAME
In tema di sequestro probatorio, il giudice, nel valutare il "fumus commissi delicti", è tenuto a verificare, ove sia stato contestato un reato in forma tentata, oltre all'astratta configurabilità dello stesso, anche l'univocità e l'idoneità degli atti posti in essere, rilevabili, con giudizio "ex ante", dalla condotta dell'agente e dalle modalità dell'azione, incidendo tali requisiti sulla ragionevole ipotizzabilità, in concreto, del reato stesso, senza che possa farsi riferimento, a tal fine, a meri propositi interni, dei quali non si abbia conoscenza attraverso dati obiettivamente rilevabili. (Fattispecie in cui la Corte ha annullato senza rinvio la decisione reiettiva della richiesta di riesame, proposta avverso il decreto di sequestro di gessetti, colla e un foglio di cartone, ritenuto materiale "potenzialmente idoneo a deturpare, deteriorare, imbrattare beni culturali" e disposto per il delitto di cui agli artt. 56 e 518-duodecies cod. pen. nei confronti di una presunta attivista del movimento "Ultima generazione", fermata all'ingresso di un museo, senza aver posto in essere alcuna attività, neanche verbalmente rivendicativa).
Cod. Pen. art. 518 duodecies, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 253, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 257, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 324 CORTE COST., Cod. Pen. art. 56 CORTE COST. PENDENTE, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 309 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)