Sez. 2, Sentenza n. 11883 del 08/11/2012 Ud. (dep. 14/03/2013) Rv. 254725 - 01
SENTENZA - CONDANNA - IN GENERE | Assoluzione in primo grado - Riforma in grado di appello - Presupposti - Diversa e non maggiormente plausibile valutazione delle medesime prove - Sufficienza - Esclusione - Forza persuasiva idonea a fugare ogni ragionevole dubbio - Necessità - Fattispecie.
SENTENZA - CONDANNA - IN GENERE
Nel giudizio di appello, per la riforma di una sentenza assolutoria non basta, in mancanza di elementi sopravvenuti, una mera e diversa valutazione del materiale probatorio già acquisito in primo grado ed ivi ritenuto inidoneo a giustificare una pronuncia di colpevolezza, che sia caratterizzata da pari o addirittura minore plausibilità rispetto a quella operata dal primo giudice, occorrendo, invece, una forza persuasiva superiore, tale da far venir meno ogni ragionevole dubbio. (Nella specie, la Corte ha confermato la sentenza di condanna del giudice di appello che, riformando una sentenza di assoluzione di primo grado per il delitto di truffa per l'incertezza sulla sussistenza del dolo, aveva valorizzato circostanze di fatto già esistenti, ma pretermesse dal primo giudice, idonee a dimostrare con certezza il carattere doloso della condotta).
Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 533 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 605, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 606
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)