Sez. 3, Sentenza n. 9542 del 29/09/1997 (Rv. 508377 - 01)
RISARCIMENTO DEL DANNO - VALUTAZIONE E LIQUIDAZIONE - INVALIDITÀ PERSONALE - PERMANENTE | Reddito da impresa familiare - Mancata contrazione - Automatica esclusione di danno per lucro cessante - Inammissibilita - Fondamento.
RISARCIMENTO DEL DANNO - VALUTAZIONE E LIQUIDAZIONE - INVALIDITÀ PERSONALE - PERMANENTE
Dal mancato decremento, o addirittura dall'incremento, di reddito di un'impresa familiare, successivamente all'invalidità permanente derivata da un incidente subito da un componente di essa, il giudice del merito non può desumere automaticamente la mancanza di incidenza, sulla capacità lavorativa specifica di questi - e quindi la mancanza di danno per lucro cessante - di tale invalidità, in quanto, da un lato, le conseguenze del maggior impiego di energie, necessario per mantenere inalterato il reddito raggiunto precedentemente, possono manifestarsi a distanza di tempo, come nel caso di anticipata cessazione dell'attività medesima, ovvero di rinuncia ad altre attività più redditizie, ma più impegnative; dall'altro la non contrazione del reddito potrebbe dipendere dal maggiore sforzo, a tal fine, degli altri componenti dell'impresa.
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 230 bis, Cod. Civ. art. 2043 CORTE COST., Cod. Civ. art. 1223, Cod. Civ. art. 2056, Cod. Civ. art. 2727
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)