Sez. 1, Sentenza n. 15554 del 13/03/2009 Ud. (dep. 10/04/2009) Rv. 243986 - 01
PROVE- DISPOSIZIONI GENERALI - VALUTAZIONE | Collaboratore di giustizia - Chiamata in correità - Dichiarazioni su fatti attinenti all'attività dell'associazione - Conoscenza da parte di un soggetto inserito nel sodalizio mafioso - Dichiarazioni "de relato" - Differenza - Conseguenze.
PROVE- DISPOSIZIONI GENERALI - VALUTAZIONE
Hanno rilievo probatorio le dichiarazioni del collaboratore di giustizia su fatti e circostanze relative alla vita del sodalizio criminoso di appartenenza, se sono corroborate da elementi di verifica in ordine al fatto che le notizie riferite costituiscano oggetto di patrimonio conoscitivo comune, derivante da un flusso circolare di informazioni attinenti a fatti di interesse comune per gli associati, e ciò in aggiunta ai normali riscontri richiesti per le propalazioni dei collaboratori di giustizia.
Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 192 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 195 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)