Sez. 2, Sentenza n. 5487 del 18/03/2004 (Rv. 571285 - 01)
POSSESSO - EFFETTI - USUCAPIONE - REQUISITI DEL POSSESSO (LEGITTIMO) - IN GENERE | Eccezione in ordine alla durata del possesso - Natura sostanziale o riconvenzionale - Esclusione - Mera difesa - Configurabilità - Deduzione in appello - Conseguenze (fattispecie relativa a procedimento già pendente alla data del 30.4.1995).
POSSESSO - EFFETTI - USUCAPIONE - REQUISITI DEL POSSESSO (LEGITTIMO) - IN GENERE
La questione della durata del possesso quale presupposto dell'usucapione, comunque e in qualunque momento sollevata dal convenuto, non integra gli estremi né dell'eccezione riconvenzionale (in quanto il convenuto stesso non oppone al diritto fatto valere dall'attore un proprio contro - diritto idoneo a paralizzarlo), né dell'eccezione in senso stretto (in quanto non ne è prevista dalla legge la deduzione ad esclusiva iniziativa di parte), bensì quelli della mera difesa (in quanto il convenuto si limita a contestare il protrarsi ultraventennale del possesso dell'attore, evidenziando l'insussistenza di uno degli elementi costitutivi della pretesa, e cioè una determinata circostanza di fatto ostativa all'accoglimento della domanda) che, come tale, non condiziona il preesistente potere - dovere del giudice di accertare in ogni caso, anche d'ufficio e indipendentemente dall'attività processuale del convenuto, la sussistenza degli elementi costitutivi del diritto fatto valere dall'attore, atteso che l'art. 1158 cod. civ. pone, tra gli elementi costitutivi dell'usucapione, proprio il protrarsi continuativo del possesso per il previsto periodo ventennale, onde l'attore che intenda avvalersene è onerato della prova del decorso di tale periodo, mentre il giudice, a sua volta, deve accertare l'effettivo protrarsi del possesso per il prescritto ventennio in quanto condizione per l'accoglimento della domanda a prescindere dal fatto che il convenuto - il quale può anche rimanere contumace senza che, per ciò, l'attore sia esonerato dal fornire la prova della ricorrenza dei presupposti del vantato diritto - abbia o meno sollevato, al riguardo, eccezione alcuna, con l'ulteriore conseguenza per cui, ove il protrarsi del possesso per il necessario periodo non risulti univocamente accertato all'esito della compiuta istruttoria, il giudice, quand'anche tale carenza non sia stata dedotta dalla controparte (e anche nella contumacia di questa), non può esimersi dal rilevare, "ex actis", il difetto di una condizione di accoglibilità della domanda. (Fattispecie relativa a procedimento pendente alla data del 30 aprile 1995).
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1158, Cod. Civ. art. 1163, Cod. Proc. Civ. art. 345, Legge 26/11/1990 num. 353 art. 90 CORTE COST., Legge 09/08/1995 num. 347 art. 9
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)