Sez. L, Sentenza n. 2054 del 28/03/1980 (Rv. 405698 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - DONNE - DIRITTO ALLA PARITA DI RETRIBUZIONE - VIOLAZIONE - ALTRI ATTI DEL DATORE DI LAVORO DETERMINANTI UNA DIFFORMITA DI TRATTAMENTO FRA LAVORATORI - INDAGINE DEL GIUDICE DEL MERITO - OGGETTO - ACCERTAMENTO DELLA SUSSISTENZA DI TALI ATTI - CONSEGUENZA - NULLITA DI QUEST'ULTIMI.*
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - DONNE - DIRITTO ALLA PARITA DI RETRIBUZIONE - VIOLAZIONE - ALTRI ATTI DEL DATORE DI LAVORO DETERMINANTI UNA DIFFORMITA DI TRATTAMENTO FRA LAVORATORI - INDAGINE DEL GIUDICE DEL MERITO - OGGETTO - ACCERTAMENTO DELLA SUSSISTENZA DI TALI ATTI - CONSEGUENZA - NULLITA DI QUEST'ULTIMI.*
In presenza di un atto del datore di lavoro che determini una difformita di trattamento fra lavoratori, ove tale trattamento sia deteriore nei confronti delle lavoratrici, l'indagine del giudice del merito deve essere diretta ad accertare se la considerazione dell'elemento del sesso abbia realmente svolto nell'animus del datore di lavoro un ruolo decisivo, al fine di valutare i motivi dello atto medesimo, con la conseguenza che - ove si accerti la sussistenza di tale motivo discriminatorio - deve essere riconosciuta la nullita di tutti quegli Atti che il datore di lavoro abbia posto in essere con lo scopo pratico di discriminare la lavoratrice in quanto tale.*
Riferimenti normativi: Costituzione art. 37, Cod. Civ. art. 1324, Cod. Civ. art. 1345, Cod. Civ. art. 1418 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2095 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2099 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)