Sez. 5, Sentenza n. 21264 del 19/02/2010 Ud. (dep. 04/06/2010) Rv. 247473 - 01
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO L'ONORE - INGIURIA - IN GENERE | Criteri di accertamento della lesività dell'espressione utilizzata - Riferimento, tra gli altri, alla coscienza sociale - Necessità - Fattispecie in tema di offesa alla dignità personale e professionale di un'insegnante.
REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO L'ONORE - INGIURIA - IN GENERE
In tema di tutela penale dell'onore, al fine di accertare se l'espressione utilizzata sia idonea a ledere il bene protetto dalla fattispecie incriminatrice di cui all'art. 594 cod. pen. occorre fare riferimento ad un criterio di media convenzionale in rapporto alle personalità dell'offeso e dell'offensore, unitamente al contesto nel quale detta espressione sia stata pronunciata ed alla coscienza sociale. (Fattispecie in cui è stato ritenuto ingiurioso il contenuto di una lettera scritta da un genitore ad una delle professoresse del figlio, dopo aver appreso della sua bocciatura scolastica, nella quale si utilizzavano espressioni, quali "lei non è degna di avere un alunno come Federico", o avverbi come "sapientemente" riferito alla mancata valorizzazione dei pretesi progressi del ragazzo, insinuando una volontà di ingiusto trattamento dell'alunno).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 594
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)