Sez. U, Sentenza n. 353 del 25/01/1985 (Rv. 438563 - 01)
ACQUE - ACQUE PUBBLICHE - ACQUE COMUNALI - CONCESSIONE O DERIVAZIONE - IN GENERE - OPERE IDRAULICHE - CONSORZI - COMPETENZA E GIURISDIZIONE - ORDINARIA O AMMINISTRATIVA - SERVIZIO DELL'ACQUA POTABILE GESTITO DA UN CONSORZIO DI COMUNI - DIRITTO SOGGETTIVO DEL PRIVATO INTERESSATO ALL'UTILIZZAZIONE DEL SERVIZIO - CONFIGURABILITÀ - CONDIZIONI - LIMITI - TUTELA CONSEGUENTE DEL GIUDICE ORDINARIO - SUSSISTENZA - UTENZA RICHIESTA PER UN FABBRICATO REALIZZATO SENZA LICENZA O CONCESSIONE - IRRILEVANZA.*
ACQUE - ACQUE PUBBLICHE - ACQUE COMUNALI - CONCESSIONE O DERIVAZIONE - IN GENERE - OPERE IDRAULICHE - CONSORZI - COMPETENZA E GIURISDIZIONE - ORDINARIA O AMMINISTRATIVA - SERVIZIO DELL'ACQUA POTABILE GESTITO DA UN CONSORZIO DI COMUNI - DIRITTO SOGGETTIVO DEL PRIVATO INTERESSATO ALL'UTILIZZAZIONE DEL SERVIZIO - CONFIGURABILITÀ - CONDIZIONI - LIMITI - TUTELA CONSEGUENTE DEL GIUDICE ORDINARIO - SUSSISTENZA - UTENZA RICHIESTA PER UN FABBRICATO REALIZZATO SENZA LICENZA O CONCESSIONE - IRRILEVANZA.*
In ipotesi di gestione di un servizio pubblico da parte di un ente pubblico, in Forma d'impresa ed in condizioni di monopolio, come nel caso del servizio dell'acqua potabile gestito da un consorzio di comuni, alla posizione soggettiva del privato, che aspiri a beneficiare del servizio medesimo, deve negarsi natura e consistenza di diritto soggettivo nella fase in cui l'ente pubblico eserciti poteri d'imperio, con riguardo alle scelte inerenti a mezzi e modalità per far fronte a detto servizio, ovvero a criteri di ripartizione fra i destinatari, ma non anche quando, esso operate tali scelte, agisca sul piano privatistico, mediante rapporti negoziali con gli utenti. In questa seconda fase il suddetto ente resta obbligato, in applicazione dell'art. 2597 cod. civ., a contrattare con chiunque richieda le prestazioni formanti oggetto dell'impresa, osservando la parità di trattamento, e deve conseguentemente riconoscersi al privato il diritto soggettivo, tutelabile davanti al giudice ordinario, di ottenere la stipulazione del contratto di fornitura secondo le condizioni già determinate. Tale principio non può trovare deroga, in relazione al suddetto caso del servizio dell'acqua potabile, sotto il profilo che la richiesta di utenza riguardi un fabbricato realizzato senza licenza o concessione, trattandosi di circostanza rilevante solo al diverso fine degli eventuali interventi dell'autorità comunale in tema di repressione degli abusivismi edilizi. (V 1547/77, mass n 385256).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2093, Cod. Civ. art. 2597, Cod. Proc. Civ. art. 37 CORTE COST., Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 2 CORTE COST., Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 4 CORTE COST., Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 5 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)