Sez. 3 - , Sentenza n. 1068 del 17/01/2019 (Rv. 652443 - 01)
RESPONSABILITÀ CIVILE - MAGISTRATI E FUNZIONARI GIUDIZIARI - MAGISTRATI | Domanda risarcitoria contro lo Stato - Art. 2 l. n. 117 del 1988 - Presupposti - Attività di interpretazione di norme interne – Violazione dei principi del contraddittorio processuale e della legalità della pena - Responsabilità - Esclusione - Fondamento - Fattispecie.
RESPONSABILITÀ CIVILE - MAGISTRATI E FUNZIONARI GIUDIZIARI - MAGISTRATI
In tema di responsabilità civile del magistrato, l'art. 2 della legge 13 aprile 1988, n. 117 (nella formulazione anteriore alla novella della legge 27 febbraio 2015, n. 18, "ratione temporis" applicabile alla fattispecie), nel fissare i presupposti della domanda risarcitoria contro lo Stato per atto commesso con dolo o colpa grave dal magistrato nell'esercizio delle sue funzioni, esclude che possa dar luogo a responsabilità l'attività di interpretazione di norme di diritto, con clausola di salvaguardia che non è suscettibile di disapplicazione per ipotetico contrasto con i principi generali affermati nelle pronunce della Corte di Giustizia in tema di responsabilità degli Stati membri per l'attività di propri organi giurisdizionali, difettando, per un verso, il collegamento tra la lesione dei diritti azionati e la violazione delle norme di diritto comunitario - che non interviene a regolare il diritto penale sostanziale degli Stati membri - ed essendo preclusa, per altro verso, la verifica pregiudiziale di compatibilità di una normativa nazionale con i principi della Carta di Nizza, laddove la materia disciplinata dalla normativa nazionale non rientri nell'ambito del diritto dell'Unione. (Principio applicato con riferimento ad un'azione di responsabilità intentata nei confronti di un giudice penale il quale, nel pronunciare una condanna per il reato di cui all'art. 612 bis c.p., era incorso nella violazione delle prerogative processuali assicurate all'imputato, sul piano comunitario, in relazione alla consumata impossibilità di interloquire sul fatto in relazione al quale era intervenuta la condanna, nonché in relazione all'illegale determinazione della pena).
Riferimenti normativi: Legge 13/04/1988 num. 117 art. 2 com. 2, Legge 13/04/1988 num. 117 art. 2 com. 3, Legge 27/02/2015 num. 18, Legge 13/04/1988 num. 117 art. 5
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)