Sez. 1, Sentenza n. 1556 del 29/05/1989 Cc. (dep. 27/06/1989) Rv. 181662 - 01
ATTI E PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE PENALE - INTERPRETAZIONE - MOTIVAZIONE - PROVVEDIMENTI DI CAMERA DI CONSIGLIO - INTEGRAZIONE TRA MOTIVAZIONE E DISPOSITIVO - LEGITTIMITÀ - SUSSISTENZA.*
ATTI E PROVVEDIMENTI DEL GIUDICE PENALE - INTERPRETAZIONE - MOTIVAZIONE - PROVVEDIMENTI DI CAMERA DI CONSIGLIO - INTEGRAZIONE TRA MOTIVAZIONE E DISPOSITIVO - LEGITTIMITÀ - SUSSISTENZA.*
Il principio secondo il quale in caso di difformità tra dispositivo e motivazione il primo prevale sulla seconda, non è applicabile ai provvedimenti emessi in camera di consiglio, poiché motivazione e dispositivo vengono contemporaneamente a conoscenza degli interessati, così che la prima può integrare e chiarire il secondo. (Conf mass n 164691; (Conf mass n 160070; (Conf mass n 170132).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Pen. art. 148, Cod. Proc. Pen. art. 153, Cod. Proc. Pen. art. 154
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)