Sez. 2, Sentenza n. 8140 del 28/04/2004 (Rv. 572416 - 01)
PROCEDIMENTO CIVILE - DOMANDA GIUDIZIALE - INTERPRETAZIONE E QUALIFICAZIONE GIURIDICA | Vizio di omessa pronuncia sulla domanda denunciato in Cassazione - Potere - Dovere della Corte di interpretare la domanda - Criteri.
PROCEDIMENTO CIVILE - DOMANDA GIUDIZIALE - INTERPRETAZIONE E QUALIFICAZIONE GIURIDICA
Il vizio denunciato in Cassazione di omesso esame di una domanda attribuisce alla Suprema Corte il potere - dovere di procedere direttamente all'esame e all' interpretazione degli atti processuali, tra cui le istanze e deduzioni delle parti. In questa attività interpretativa il giudice, non condizionato dalle formali parole utilizzate dalla parte, deve tener conto della situazione dedotta in causa e della volontà effettiva - deducibile anche per implicito dalle eventuali precisazioni fornite nel corso del giudizio - nonché delle finalità che la parte intende perseguire. E poiché per fondamentale principio logico la volontà è inscritta in ogni parte dell'atto, e per interpretare la domanda giudiziale si applicano gli artt. 1362, secondo comma, e 1363 cod. civ., dapprima deve esser valutato l'atto in ogni sua parte per ricostruire la volontà che è alla base di esso, e poi devono esser valutati la domanda nel suo complesso ed il comportamento della parte.
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 99, Cod. Proc. Civ. art. 112, Cod. Proc. Civ. art. 360 quater
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)