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Sez. 6, Sentenza n. 5691 del 06/04/2000 Ud. (dep. 17/05/2000) Rv. 217338 - 01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - OMISSIONE O RIFIUTO DI ATTI DI UFFICIO - ELEMENTO OGGETTIVO (MATERIALE) | Fattispecie di cui al secondo comma - Richiesta dell'interessato - Richiesta espressa e diretta al pubblico ufficiale titolare del potere-dovere di compiere l'atto - Necessità - Particolari requisiti di forma - Esclusione - Fattispecie.
Stato
decisa il 2000-04-06
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/217338-01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - OMISSIONE O RIFIUTO DI ATTI DI UFFICIO - ELEMENTO OGGETTIVO (MATERIALE)

Ai fini della configurabilità del reato di omissione di atti di ufficio, di cui all'art. 328, comma secondo, cod. pen., la richiesta del privato, anche se non vincolata a particolari formule, deve essere espressa e diretta al pubblico ufficiale titolare del potere-dovere di compiere l'atto, e non alla pubblica amministrazione in genere, e ciò non solo per il principio di personalità della responsabilità penale, ma anche in forza della disciplina sul procedimento amministrativo di cui alla legge n. 241 del 1990. (Fattispecie in cui è stata considerata rispondente a tali requisiti una richiesta di un dipendente comunale in quiescenza, contenente un esplicito riferimento all'art. 328 cod. pen., diretta al sindaco pro tempore per l'ottenimento di emolumenti derivanti dal pregresso rapporto di lavoro con il comune).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 328 com. 2

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)