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Sez. 6, Sentenza n. 5482 del 20/02/1998 Ud. (dep. 11/05/1998) Rv. 210497 - 01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - OMISSIONE O RIFIUTO DI ATTI DI UFFICIO - ELEMENTO OGGETTIVO (MATERIALE) | Richiesta o ordine rivolti al pubblico ufficiale - Necessità - Comportamento concretante risposta negativa esplicita o implicita - Sussistenza del reato - Urgenza sostanziale impositiva dell'atto, emergente da fatti oggettivi posti all'attenzione del soggetto obbligato ad intervenire - Inerzia soggettiva - Valenza di rifiuto - Configurabilità del reato - Mancanza di entrambi i comportamenti - Configurabilità del reato - Esclusione - Eventuale sussistenza, in quest'ultimo caso, del reato di interruzione di pubblico servizio.
Stato
decisa il 1998-02-20
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/210497-01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - OMISSIONE O RIFIUTO DI ATTI DI UFFICIO - ELEMENTO OGGETTIVO (MATERIALE)

La fattispecie del rifiuto da parte del pubblico ufficiale o dell'incaricato di pubblico servizio di compiere un atto di ufficio è integrata non solo quando vi sia stata una sollecitazione soggettiva concretatasi in una richiesta o in un ordine e il comportamento del soggetto attivo si ponga come risposta "negativa" ad essi, esplicita o implicita, ma anche, indipendentemente da una richiesta o da un ordine, quando sussista un'urgenza sostanziale, impositiva dell'atto, resa evidente dai fatti oggettivi posti all'attenzione del soggetto obbligato ad intervenire, dimodoché l'inerzia soggettiva del medesimo assuma la valenza di rifiuto.

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 328 com. 1

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)