Sez. 6, Sentenza n. 18194 del 05/04/2012 Cc. (dep. 14/05/2012) Rv. 252688 - 01
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PRIVATI - VIOLENZA O MINACCIA AD UN CORPO POLITICO, AMMINISTRATIVO O GIUDIZIARIO | Minaccia diretta ad un assessore comunale - Integrazione del reato di cui all'art. 338 cod. pen. - Esclusione - Ragioni.
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PRIVATI - VIOLENZA O MINACCIA AD UN CORPO POLITICO, AMMINISTRATIVO O GIUDIZIARIO
Non integra il reato di violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario (art. 338 cod. pen.), la condotta di colui che indirizzi la minaccia ad un assessore comunale, in quanto quest'ultimo non è organo collegiale, né ha una sua rappresentanza, nel senso che non gli è attribuito il potere di agire in nome e per conto del collegio; infatti, agli effetti della previsione di cui all'art. 338 cod. pen. per "corpo politico, amministrativo o giudiziario" deve intendersi una autorità collegiale che eserciti una delle funzioni ivi indicate, in modo da esprimere una volontà unica tradotta in atti che siano riferibili al collegio e non ai singoli componenti che alla formazione di tale volontà concorrano.
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 338
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)