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Sez. 1, Sentenza n. 2626 del 25/05/1978 (Rv. 391990 - 01)

IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - PROVVEDIMENTI DEI GIUDICI ORDINARI (IMPUGNABILITA) - PROVVEDIMENTI IN MATERIA FALLIMENTARE - AUTORIZZAZIONE DEL CURATORE A STARE IN GIUDIZIO - PROVVEDIMENTO DEL TRIBUNALE SU RECLAMO AVVERSO DECRETO DEL GIUDICE DELEGATO - RICORSO PER CASSAZIONE - INAMMISSIBILITA.*
Stato
decisa il 1978-05-25
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/391990-01

IMPUGNAZIONI CIVILI - CASSAZIONE (RICORSO PER) - PROVVEDIMENTI DEI GIUDICI ORDINARI (IMPUGNABILITA) - PROVVEDIMENTI IN MATERIA FALLIMENTARE - AUTORIZZAZIONE DEL CURATORE A STARE IN GIUDIZIO - PROVVEDIMENTO DEL TRIBUNALE SU RECLAMO AVVERSO DECRETO DEL GIUDICE DELEGATO - RICORSO PER CASSAZIONE - INAMMISSIBILITA.*

Il provvedimento, con il quale il tribunale, in Sede di reclamo proposto a norma dell'art 26 della legge fallimentare avverso decreto del giudice delegato, autorizzi o meno il curatore a stare in giudizio come attore o convenuto (nella specie, con riguardo all'esperimento di Azione revocatoria), non ha portata decisoria, ne spiega effetti sostanziali in materia di diritti soggettivi, ma configura esplicazione dei poteri ordinatori ed amministrativi degli organi fallimentari nella valutazione dell'opportunita ed utilita di quel giudizio per la procedura concorsuale. Detto provvedimento, pertanto, in quanto privo di natura sostanziale di pronuncia giurisdizionale, non e impugnabile con ricorso per Cassazione a norma dell'art 111 della Costituzione. (V 3517/75, mass n 377696; (V 2177/66, mass n 324253).*

Riferimenti normativi: Costituzione art. 111, Legge Falliment. art. 23 CORTE COST., Legge 16/03/1942 num. 267 art. 23 CORTE COST., Legge Falliment. art. 25, Legge 16/03/1942 num. 267 art. 25, Legge Falliment. art. 26 CORTE COST., Legge 16/03/1942 num. 267 art. 26 CORTE COST., Legge Falliment. art. 31 CORTE COST., Legge 16/03/1942 num. 267 art. 31 CORTE COST., Legge Falliment. art. 67 CORTE COST., Legge 16/03/1942 num. 267 art. 67 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)