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Decisione (UE) 2024/3134 del Consiglio del 2 dicembre 2024 relativa agli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione

Testo vigente

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

vista la proposta della Commissione europea,

visto il parere del Parlamento europeo1,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo2,

previa consultazione del Comitato delle regioni,

visto il parere del comitato per l’occupazione3,

Gli Stati membri e l’Unione devono adoperarsi per sviluppare una strategia coordinata a favore dell’occupazione, in particolare a favore della promozione di una forza lavoro qualificata, formata e adattabile e di mercati del lavoro inclusivi, resilienti, orientati al futuro e in grado di rispondere ai mutamenti economici, al fine di realizzare gli obiettivi della piena occupazione e del progresso sociale, di una crescita economica equilibrata, di un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell’ambiente di cui all’articolo 3 del trattato sull’Unione europea (TUE). Gli Stati membri devono considerare la promozione dell’occupazione una questione di interesse comune e coordinare in sede di Consiglio le loro azioni al riguardo.

L’Unione deve combattere l’esclusione sociale e le discriminazioni e promuovere la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore, come stabilito all’articolo 3 TUE. Nella definizione e nell’attuazione delle sue politiche e azioni, l’Unione deve tenere conto delle esigenze connesse con la promozione di un elevato livello di occupazione, la garanzia di un’adeguata protezione sociale, la lotta contro l’esclusione sociale, e un elevato livello di istruzione, formazione e tutela della salute umana, quali enunciati all’articolo 9 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).

Conformemente al TFUE, l’Unione ha creato e attuato strumenti di coordinamento delle politiche economiche e occupazionali. Nell’ambito di tali strumenti, gli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione («orientamenti in materia di occupazione») quali figurano nell’allegato della presente decisione costituiscono, insieme agli orientamenti di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione quali figurano nella raccomandazione (UE) 2015/1184 del Consiglio4, gli orientamenti integrati. Gli orientamenti in materia di occupazione devono guidare l’attuazione delle politiche negli Stati membri e nell’Unione, rispecchiando l’interdipendenza tra gli Stati membri. Lo scopo è ottenere, grazie alla risultante serie coordinata di politiche e riforme a livello europeo e nazionale, una combinazione adeguata e nel complesso sostenibile di politiche economiche, occupazionali e sociali che comporti ricadute positive per i mercati del lavoro e la società in generale, rafforzi la resilienza economica e sociale e risponda efficacemente alle sfide a medio e più lungo termine come pure agli effetti delle crisi, come la pandemia di COVID-19 e l’aumento del costo della vita connesso alla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina.

Per promuovere il progresso economico e sociale, compresa la convergenza verso l’alto, sostenere le transizioni verde e digitale, rafforzare la base industriale e la competitività dell’Unione e realizzare mercati del lavoro inclusivi e resilienti nell’Unione, gli Stati membri dovrebbero affrontare le carenze di manodopera e di competenze e promuovere un’istruzione e formazione inclusiva e di qualità per tutti, con particolare attenzione al miglioramento delle competenze di base, soprattutto tra gli studenti svantaggiati, alle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) nell’istruzione scolastica e superiore, all’istruzione e formazione professionale orientata al futuro, a una riqualificazione e a un miglioramento del livello delle competenze lungo tutto l’arco della vita, come pure a efficaci politiche attive del mercato del lavoro e al miglioramento delle condizioni di lavoro e delle opportunità di carriera, nel rispetto del ruolo e dell’autonomia delle parti sociali. Ciò è particolarmente importante per le regioni meno sviluppate, remote e ultraperiferiche dell’Unione, dove i bisogni sono maggiori. Un’ulteriore risposta alle carenze registrate può consistere nel migliorare una mobilità equa dei lavoratori e dei discenti all’interno dell’UE e nell’attrarre talenti da paesi terzi. Occorrerebbe inoltre rafforzare i legami tra i sistemi di istruzione e formazione e il mercato del lavoro e si dovrebbero riconoscere le abilità, le conoscenze e le competenze acquisite attraverso l’apprendimento non formale e informale.

Gli orientamenti in materia di occupazione sono in linea con il nuovo quadro di governance economica dell’Unione entrato in vigore il 30 aprile 20245, la vigente legislazione dell’Unione e varie iniziative dell’Unione, tra cui le raccomandazioni del Consiglio del 14 giugno 20216, del 29 novembre 20217, del 5 aprile 20228, del 16 giugno 20229, del 28 novembre 202210, dell’8 dicembre 202211, del 30 gennaio 202312, del 12 giugno 202313 e del 27 novembre 202314, la raccomandazione (UE) 2021/402 della Commissione15, la risoluzione del Consiglio del 26 febbraio 202116, la comunicazione della Commissione del 9 dicembre 2021 dal titolo «Creare un’economia al servizio delle persone: un piano d’azione per l’economia sociale», del 30 settembre 2020 dal titolo «Piano d’azione per l’istruzione digitale 2021-2027», del 3 marzo 2021 dal titolo «Un’Unione dell’uguaglianza: strategia per i diritti delle persone con disabilità 2021-2030», del 7 settembre 2022 dal titolo «Strategia europea per l’assistenza», del 1o febbraio 2023 dal titolo «Piano industriale del Green Deal per l’era a zero emissioni nette», del 25 gennaio 2023 dal titolo «Il rafforzamento del dialogo sociale nell’Unione europea», del 28 settembre 2022 dal titolo «Una migliore valutazione dell’impatto distributivo delle politiche degli Stati membri», e del 20 marzo 2024 dal titolo «Carenze di manodopera e competenze nell’UE: un piano d’azione», le decisioni (UE) 2021/231617 e (UE) 2023/93618 del Parlamento europeo e del Consiglio, le direttive (UE) 2022/204119, (UE) 2022/238120, (UE) 2023/97021 e (UE) 2024/283122 del Parlamento europeo e del Consiglio.

Il semestre europeo riunisce vari strumenti in un quadro generale per la sorveglianza e il coordinamento multilaterali integrati delle politiche economiche e occupazionali all’interno dell’Unione. Oltre a perseguire la sostenibilità ambientale, la produttività, l’equità e la stabilità macroeconomica, il semestre europeo integra i principi del pilastro europeo dei diritti sociali, proclamati dal Parlamento europeo, dal Consiglio e dalla Commissione nel novembre 201723 («pilastro europeo dei diritti sociali»), e il suo strumento di monitoraggio, ossia il quadro di valutazione della situazione sociale, consentendo anche di analizzare i rischi e le sfide per la convergenza sociale verso l’alto nell’Unione, e prevede un forte coinvolgimento delle parti sociali, della società civile e delle altre parti interessate. Il semestre europeo sostiene anche il conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile stabiliti dalle Nazioni Unite. Le politiche economiche e occupazionali dell’Unione e degli Stati membri dovrebbero andare di pari passo con la transizione equa dell’Europa verso un’economia digitale, a impatto climatico zero e sostenibile dal punto di vista ambientale, migliorare la competitività e la produttività, garantire condizioni di lavoro adeguate, favorire l’innovazione, promuovere la democrazia sul luogo di lavoro, il dialogo sociale, la giustizia sociale, le pari opportunità e la convergenza socioeconomica verso l’alto, affrontare le disuguaglianze e le disparità regionali, e combatte la povertà e l’esclusione sociale.

I cambiamenti climatici e le altre sfide legate all’ambiente, la necessità di garantire una transizione verde equa, l’indipendenza energetica e una maggiore competitività delle industrie a zero emissioni nette e di salvaguardare l’autonomia strategica aperta dell’Europa, come pure lo sviluppo della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale e dell’economia delle piattaforme, l’aumento del telelavoro e i cambiamenti demografici, stanno trasformando profondamente le economie e le società dell’Unione. L’Unione e i suoi Stati membri devono collaborare per affrontare in modo efficace e proattivo tali sviluppi strutturali e adeguare i sistemi esistenti a seconda delle necessità, riconoscendo la stretta interdipendenza tra le economie e i mercati del lavoro degli Stati membri, e le politiche correlate. Ciò richiede un’azione politica coordinata, ambiziosa ed efficace a livello sia dell’Unione sia nazionale, che riconosca nel contempo il ruolo delle parti sociali, conformemente al TFUE e alle disposizioni dell’Unione in materia di governance economica, tenendo conto del pilastro europeo dei diritti sociali. Tale azione politica dovrebbe comprendere un rilancio degli investimenti sostenibili in tutte le regioni dell’Unione e un rinnovato impegno a favore di riforme strutturali opportunamente cadenzate e investimenti che promuovano la crescita economica sostenibile e inclusiva, la creazione di posti di lavoro di qualità, la produttività, condizioni di lavoro eque, la coesione sociale e territoriale, la convergenza socioeconomica verso l’alto, la resilienza e la responsabilità di bilancio. Come indicato nella raccomandazione relativa all’apprendimento per la transizione verde e lo sviluppo sostenibile, l’integrazione sistematica della dimensione dell’istruzione e della formazione in altre politiche connesse alla transizione verde e allo sviluppo sostenibile in una prospettiva di apprendimento permanente può sostenere l’attuazione di tali politiche. Il sostegno dovrebbe essere fornito nell’ambito dei programmi di finanziamento dell’Unione esistenti, in particolare il dispositivo per la ripresa e la resilienza istituito dal regolamento (UE) 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio24 e i fondi della politica di coesione, compresi il Fondo sociale europeo Plus istituito dal regolamento (UE) 2021/1057 del Parlamento europeo e del Consiglio25 e il Fondo europeo di sviluppo regionale disciplinato dal regolamento (UE) 2021/1058 del Parlamento europeo e del Consiglio26, nonché il Fondo per una transizione giusta istituito dal regolamento (UE) 2021/1056 del Parlamento europeo e del Consiglio27. L’azione politica dovrebbe combinare misure sul versante dell’offerta e della domanda, tenendo conto nel contempo dei loro effetti a livello economico, ambientale, occupazionale e sociale.

Il pilastro europeo dei diritti sociali stabilisce venti principi e diritti a sostegno del buon funzionamento e dell’equità dei mercati del lavoro e dei sistemi di protezione sociale, strutturati in tre categorie: pari opportunità e accesso al mercato del lavoro, condizioni di lavoro eque e protezione sociale e inclusione. Tali principi e diritti orientano in modo strategico l’Unione, garantendo che le transizioni verso la neutralità climatica e la sostenibilità ambientale e la digitalizzazione e gli effetti del cambiamento demografico siano socialmente equi e giusti e preservino la coesione territoriale. Il pilastro europeo dei diritti sociali costituisce, unitamente al quadro di valutazione della situazione sociale, una guida per monitorare i risultati degli Stati membri in ambito sociale e occupazionale, compresa la convergenza sociale verso l’alto nell’Unione, nell’ambito del semestre europeo, guidare le riforme e gli investimenti a livello nazionale, regionale e locale e conciliare la dimensione sociale e quella di mercato nell’economia moderna attuale, anche attraverso la promozione dell’economia sociale. Il 4 marzo 2021 la Commissione ha presentato un piano d’azione per l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali («piano d’azione»), che comprende obiettivi principali dell’Unione ambiziosi ma al tempo stesso realistici per il 2030 in materia di occupazione (almeno il 78 % della popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni dovrebbe avere un lavoro), competenze (almeno il 60 % di tutti gli adulti dovrebbe partecipare ogni anno ad attività di formazione) e riduzione della povertà (almeno 15 milioni di persone in meno, compresi cinque milioni di minori) («obiettivi principali dell’Unione per il 2030»), e sotto-obiettivi complementari nonché una versione riveduta del quadro di valutazione della situazione sociale.

Come riconosciuto dai capi di Stato o di governo in occasione del vertice sociale di Porto dell’8 maggio 2021, l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali rafforzerà lo slancio dell’Unione verso una transizione digitale, verde ed equa e contribuirà a conseguire una convergenza verso l’alto in ambito socioeconomico e ad affrontare le sfide demografiche. I capi di Stato e di governo hanno sottolineato che la dimensione sociale, il dialogo sociale e il coinvolgimento attivo delle parti sociali sono al centro di un’economia sociale di mercato altamente competitiva e hanno accolto con favore i nuovi obiettivi principali dell’Unione. Come stabilito nell’agenda strategica 2019-2024 del Consiglio europeo, hanno affermato la loro determinazione a continuare ad approfondire l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali a livello dell’Unione e nazionale, tenendo debitamente conto delle rispettive competenze e dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità. Hanno infine rilevato l’importanza di seguire da vicino, anche al più alto livello, i progressi compiuti verso l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e degli obiettivi principali dell’Unione per il 2030.

Gli obiettivi principali dell’Unione per il 2030 sono stati accolti con favore dai capi di Stato o di governo in occasione del vertice sociale di Porto e dal Consiglio europeo del giugno 2021. Essi aiuteranno, unitamente al quadro di valutazione della situazione sociale, a monitorare i progressi compiuti verso l’attuazione dei principi del pilastro europeo dei diritti sociali, nell’ambito del quadro di coordinamento delle politiche nel contesto del semestre europeo. Con il vertice sociale di Porto gli Stati membri sono stati inoltre invitati a fissare obiettivi nazionali ambiziosi che, tenendo debitamente conto della posizione di partenza di ciascuno Stato membro, dovrebbero offrire un contributo adeguato al conseguimento degli obiettivi principali dell’Unione per il 2030. Tra settembre 2021 e giugno 2022, su invito della Commissione, gli Stati membri hanno presentato i rispettivi obiettivi nazionali. Nella riunione del Consiglio «Occupazione, politica sociale, salute e consumatori» del giugno 2022 i ministri degli Stati membri hanno sottolineato l’importanza di seguire da vicino i progressi compiuti verso l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e degli obiettivi principali dell’Unione per il 2030. In tale contesto i progressi verso il raggiungimento degli obiettivi nazionali sono monitorati nella relazione comune sull’occupazione adottata dal Consiglio l’11 marzo 2024 («relazione comune sull’occupazione 2024») e inclusi negli strumenti di monitoraggio del semestre europeo. Inoltre la relazione comune sull’occupazione 2024 conteneva, in via sperimentale, una «prima fase dell’analisi per paese» sui potenziali rischi per la convergenza sociale verso l’alto, basata sulle caratteristiche del quadro di convergenza sociale, individuando sette Stati membri che sono esposti a potenziali rischi. Tale conclusione ha determinato una «seconda fase dell’analisi» più approfondita per tali sette Stati membri che ha mostrato complessivamente che le sfide generali non sono state confermate per tutti i paesi.

In seguito all’invasione russa dell’Ucraina il Consiglio europeo ha condannato, nelle conclusioni del 24 febbraio 2022, le azioni della Russia, tese a compromettere la sicurezza e la stabilità europee e mondiali, e ha espresso solidarietà nei confronti della popolazione ucraina, sottolineando la violazione da parte della Russia del diritto internazionale e dei principi della Carta delle Nazioni Unite. Nel contesto attuale, la protezione temporanea, concessa con decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del Consiglio28 e prorogata con decisione di esecuzione (UE) 2023/2409 del Consiglio29, offre un’assistenza rapida ed efficace nell’Unione agli sfollati in fuga dalla guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina e consente loro di godere in tutta l’Unione di diritti minimi che offrono un livello adeguato di protezione. Partecipando ai mercati del lavoro dell’Unione, gli sfollati ucraini possono continuare a contribuire a rafforzare l’economia dell’Unione e a sostenere il proprio paese e il proprio popolo in patria. In futuro l’esperienza e le competenze acquisite potranno contribuire alla ricostruzione dell’Ucraina. Per i minori e gli adolescenti non accompagnati la protezione temporanea conferisce il diritto alla tutela legale e all’accesso all’educazione e cura dell’infanzia. Gli Stati membri dovrebbero continuare a coinvolgere le parti sociali nell’elaborazione, nell’attuazione e nella valutazione delle misure politiche volte ad affrontare le sfide in materia di occupazione e competenze, compresa quella del riconoscimento delle qualifiche delle persone sfollate dall’Ucraina. Le parti sociali svolgono un ruolo chiave nell’attenuare l’impatto di tale guerra in termini di salvaguardia dell’occupazione e della produzione.

Le riforme del mercato del lavoro, compresi i meccanismi nazionali di determinazione dei salari, dovrebbero rispettare le pratiche nazionali di dialogo sociale e di contrattazione collettiva nonché l’autonomia delle parti sociali, con l’obiettivo di garantire salari equi che consentano un tenore di vita dignitoso, una crescita sostenibile e una convergenza socioeconomica verso l’alto. Tali riforme dovrebbero prevedere un ampio esame dei fattori socioeconomici, compresi miglioramenti in relazione alla sostenibilità, alla competitività, all’innovazione, alla creazione di posti di lavoro di qualità, alle condizioni di lavoro eque, alla democrazia sul luogo di lavoro, alla parità di genere, alla povertà lavorativa, all’istruzione, alla formazione e alle competenze, alla salute pubblica, alla protezione e inclusione sociale, come pure ai redditi reali. L’importanza del dialogo sociale per affrontare le sfide nel mondo del lavoro, comprese le carenze di manodopera e di competenze, è stata ribadita in occasione del vertice di Val Duchesse del 2024.

Il dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell’Unione sostengono gli Stati membri nell’attuazione di riforme e investimenti in linea con le priorità dell’Unione, rendendo le economie e le società dell’Unione più sostenibili e resilienti e meglio preparate per le transizioni verde e digitale nel contesto in evoluzione seguito alla pandemia di COVID-19. La guerra di aggressione della Russia nei confronti dell’Ucraina ha reso più acute le sfide socioeconomiche preesistenti, in quanto l’aumento dei prezzi dell’energia ha colpito in particolare le famiglie a basso reddito. Gli Stati membri e l’Unione dovrebbero continuare a garantire che gli impatti sociali, occupazionali ed economici siano attenuati e che le transizioni siano socialmente eque e giuste, anche alla luce del fatto che il rafforzamento dell’autonomia strategica aperta e un’accelerazione della transizione verde contribuiranno a ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia e di altri prodotti e tecnologie strategici, in particolare dalla Russia. È essenziale rafforzare la resilienza e perseguire una società inclusiva e resiliente, in cui le persone siano protette e dispongano degli strumenti per anticipare e gestire il cambiamento e possano partecipare attivamente a livello sociale ed economico.

Per sostenere le transizioni nel mercato del lavoro e sfruttare appieno il potenziale inutilizzato del mercato del lavoro, è necessario, anche in linea con l’approccio di inclusione attiva e alla luce delle trasformazioni verde e digitale, un insieme coerente di politiche attive del mercato del lavoro, che comprendano incentivi temporanei e mirati all’assunzione e alla transizione, politiche in materia di competenze, compreso l’apprendimento per la transizione verde e lo sviluppo sostenibile, e servizi per l’impiego mirati, efficaci e adattabili. Occorre garantire condizioni di lavoro adeguate, anche per quanto attiene alla salute e alla sicurezza sul lavoro, e assicurare la salute fisica e mentale dei lavoratori.

Si dovrebbe contrastare la discriminazione in tutte le sue forme, garantire la parità di genere e sostenere l’occupazione dei gruppi sottorappresentati nel mercato del lavoro. A tutti dovrebbero essere garantiti parità di accesso e pari opportunità e si dovrebbero ridurre la povertà e l’esclusione sociale, in particolare dei minori, delle persone con disabilità e dei Rom, in particolare assicurando un funzionamento efficace dei mercati del lavoro e regimi di protezione sociale adeguati e inclusivi, come indicato nelle raccomandazioni del Consiglio dell’8 novembre 201930 e del 30 gennaio 202331. Si dovrebbero inoltre eliminare gli ostacoli a un’istruzione, a una formazione e a un apprendimento permanente inclusivi e orientati al futuro e quelli alla partecipazione al mercato del lavoro. Gli Stati membri dovrebbero investire nell’educazione e nella cura della prima infanzia, in linea con la garanzia europea per l’infanzia e la raccomandazione sugli obiettivi di Barcellona per il 2030, investire nel rendere più attraente e inclusiva l’istruzione e formazione professionale, in linea con la raccomandazione del Consiglio del 24 novembre 202032, e investire nelle competenze digitali e verdi, in linea con il piano d’azione per l’istruzione digitale e le raccomandazioni relative all’apprendimento per la transizione verde e lo sviluppo sostenibile e ai percorsi per il successo scolastico. L’accesso ad alloggi adeguati e a prezzi accessibili, anche tramite alloggi sociali, è una condizione necessaria a garantire le pari opportunità. La deprivazione abitativa dovrebbe essere affrontata in modo specifico mediante misure di prevenzione e promuovendo l’accesso ad alloggi permanenti e l’offerta di servizi di sostegno abilitanti. Un accesso tempestivo e paritario a un’assistenza a lungo termine di alta qualità e a prezzi accessibili, in linea con la raccomandazione del Consiglio dell’8 dicembre 202233, e quello ai servizi sanitari, comprese la prevenzione e la promozione dell’assistenza sanitaria, sono particolarmente importanti, alla luce dei potenziali rischi futuri per la salute e in un contesto di società che invecchiano. Il potenziale delle persone con disabilità di contribuire alla crescita economica e allo sviluppo sociale dovrebbe essere ulteriormente realizzato, in linea con la strategia per i diritti delle persone con disabilità, che invitava gli Stati membri a stabilire obiettivi in materia di occupazione e apprendimento degli adulti per le persone con disabilità. Il «Quadro strategico dell’UE per i Rom»34 sottolinea che le comunità Rom emarginate possono ridurre la carenza di manodopera e di competenze e punta a ridurre almeno della metà il divario occupazionale tra i Rom e il resto della popolazione. Le nuove tecnologie e l’evoluzione dei luoghi di lavoro in tutta l’Unione consentono modalità di lavoro più flessibili e un miglioramento della produttività e dell’equilibrio tra vita professionale e vita privata, contribuendo nel contempo agli impegni dell’Unione in materia di ambiente. Per i mercati del lavoro tali sviluppi comportano tuttavia nuove sfide, che incidono sulle condizioni di lavoro, sulla salute e sulla sicurezza sul luogo di lavoro e su un accesso effettivo dei lavoratori dipendenti e autonomi a una protezione sociale adeguata. Gli Stati membri, in collaborazione con le parti sociali, dovrebbero garantire che le nuove forme di organizzazione del lavoro si traducano in posti di lavoro di qualità e in condizioni e luoghi di lavoro adeguati, sani e sicuri e consentano un equilibrio tra vita privata e professionale e un invecchiamento attivo e in buona salute, con il mantenimento dei diritti sociali e del lavoro consolidati e il rafforzamento del modello sociale europeo.

Gli orientamenti integrati dovrebbero servire da base per le raccomandazioni specifiche per paese che il Consiglio rivolge agli Stati membri. Gli Stati membri dovrebbero avvalersi appieno delle loro risorse REACT-EU, rese disponibili conformemente al regolamento (UE) 2020/2221 del Parlamento europeo e del Consiglio35 che rafforza i fondi della politica di coesione e il Fondo di aiuti europei agli indigenti fino al 2023. A causa dell’attuale crisi ucraina, il regolamento (UE) 2020/2221 è stato ulteriormente integrato dal regolamento (UE) 2022/562 del Parlamento europeo e del Consiglio36, nonché da un’ulteriore modifica del regolamento (UE) 2021/1060 del Parlamento europeo e del Consiglio37 per quanto riguarda l’aumento del prefinanziamento per REACT-EU, e dall’introduzione di un nuovo costo unitario per contribuire ad accelerare l’integrazione delle persone che lasciano l’Ucraina ed entrano nell’Unione, come stabilito nel regolamento (UE) 2022/613 del Parlamento europeo e del Consiglio38. Inoltre per il periodo di programmazione 2021-2027 gli Stati membri dovrebbero utilizzare appieno il Fondo sociale europeo Plus, il Fondo europeo di sviluppo regionale, il dispositivo per la ripresa e la resilienza e altri fondi dell’Unione, tra cui il Fondo per una transizione giusta e InvestEU, istituito dal regolamento (UE) 2021/523 del Parlamento europeo e del Consiglio39, come pure lo strumento di sostegno tecnico, per favorire l’occupazione di qualità e gli investimenti sociali, lottare contro la povertà e l’esclusione sociale, combattere la discriminazione, garantire l’accessibilità e l’inclusione e promuovere le opportunità di miglioramento del livello delle competenze e riqualificazione della forza lavoro, l’apprendimento permanente come pure l’istruzione e formazione di alta qualità per tutti, comprese l’alfabetizzazione e le competenze digitali, in modo da dotare i cittadini delle conoscenze e delle qualifiche necessarie per un’economia digitale e verde. Gli Stati membri dovrebbero inoltre avvalersi pienamente del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione per i lavoratori espulsi dal lavoro, istituito dal regolamento (UE) 2021/691 del Parlamento europeo e del Consiglio40, per sostenere i lavoratori collocati in esubero a seguito di eventi di ristrutturazione significativi, come le trasformazioni socioeconomiche derivanti da tendenze globali nonché da cambiamenti tecnologici e ambientali. Sebbene destinati agli Stati membri e all’Unione, gli orientamenti integrati dovrebbero essere attuati in partenariato con tutte le autorità nazionali, regionali e locali, con lo stretto coinvolgimento dei parlamenti, delle parti sociali e dei rappresentanti della società civile.

In conformità dei rispettivi mandati previsto dal TFUE, il comitato per l’occupazione e il comitato per la protezione sociale dovrebbero monitorare come siano attuate le politiche in questione alla luce degli orientamenti in materia di occupazione. Tali comitati e altri organi preparatori del Consiglio coinvolti nel coordinamento delle politiche economiche e sociali dovrebbero operare in stretta cooperazione. È opportuno mantenere il dialogo politico tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione, in particolare sugli orientamenti in materia di occupazione.

Il comitato per la protezione sociale è stato consultato,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Art. 1

Sono adottati gli orientamenti per le politiche degli Stati membri a favore dell’occupazione («orientamenti in materia di occupazione»), quali figurano nell’allegato. Gli orientamenti in materia di occupazione fanno parte degli orientamenti integrati.

Art. 2

Gli Stati membri tengono conto degli orientamenti in materia di occupazione nelle loro politiche a favore dell’occupazione e nei loro programmi di riforma, che sono oggetto di una relazione in conformità dell’articolo 148, paragrafo 3, TFUE.

Art. 3

Gli Stati membri sono destinatari della presente decisione.

Fatto a Bruxelles, il 2 dicembre 2024 Per il Consiglio Il presidente Nagy M.