Sez. 6, Sentenza n. 1474 del 02/04/1997 Cc. (dep. 14/05/1997) Rv. 208916 - 01
REATI CONTRO L'ORDINE PUBBLICO - DELITTI - ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE - IN GENERE | Continuazione tra reato associativo e i reati- fine - Configurabilità - Condizioni Fattispecie di prospettata continuazione tra associazione di tipo mafioso e omicidio volontario.
REATI CONTRO L'ORDINE PUBBLICO - DELITTI - ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE - IN GENERE
Il problema della configurabilità della continuazione tra reato associativo e reato-fine non va impostato in termini di compatibilità strutturale: nulla infatti "in rerum natura" si oppone alla circostanza per cui, sin dall'inizio, nel programma criminoso dell'associazione, si concepiscano uno o più reati-fine individuati nelle loro linee essenziali, così che tra questi reati e quello associativo si possa ravvisare una identità di disegno criminoso. Si tratta dunque di una "quaestio facti" la cui soluzione è rimessa volta a volta all'apprezzamento del giudice. (Fattispecie di ipotizzata continuazione tra associazione per delinquere di tipo mafioso e omicidio volontario, in relazione alla quale la Suprema Corte ha ritenuto immune di censure la valutazione del giudice di merito circa la mancata prova della unicità di disegno criminoso tra le due fattispecie criminose).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 com. 2 CORTE COST., Cod. Pen. art. 416 CORTE COST., Cod. Pen. art. 416 com. 2 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)