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Sez. 4, Sentenza n. 10281 del 24/04/1990 Ud. (dep. 13/07/1990) Rv. 184879 - 01

IMPUGNAZIONI PENALI - APPELLO - COGNIZIONE DEL GIUDICE DI APPELLO - REATO CONTINUATO - REFORMATIO IN PEIUS - SCELTA DI REATO DIVERSO DA QUELLO RITENUTO IN PRIMO GRADO COME REATO PIÙ GRAVE - PENA COMPLESSIVA IMMUTATA - ESCLUSIONE DI REFORMATIO IN PEIUS.*
Stato
decisa il 1990-04-24
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/184879-01

IMPUGNAZIONI PENALI - APPELLO - COGNIZIONE DEL GIUDICE DI APPELLO - REATO CONTINUATO - REFORMATIO IN PEIUS - SCELTA DI REATO DIVERSO DA QUELLO RITENUTO IN PRIMO GRADO COME REATO PIÙ GRAVE - PENA COMPLESSIVA IMMUTATA - ESCLUSIONE DI REFORMATIO IN PEIUS.*

Non viola il divieto di "reformatio in pejus" il giudice di appello che, su impugnazione del solo imputato, ferma restando la pena complessiva inflitta dal primo giudice per un reato continuato, riconosca che l'entità giuridica di uno dei reati è maggiore di quella ritenuta in primo grado e giudichi tale reato più grave di quello considerato come più grave in primo grado, riconducendo nella legalità anomalie risultanti dalla prima sentenza: il giudice di secondo grado, infatti, se non aumenta l'entità della pena per il reato-base, può mutare la scelta di tale reato, essendo libero di proporzionare in maniera diversa i singoli reati che compongono il reato continuato, in forza di una diversa valutazione della gravità dei fatti, riferita ai singoli episodi delittuosi nella loro rispettiva autonomia. (Conf mass n 181616; (Conf mass n 174931; (Conf mass n 172469; (Conf mass n 170933).*

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 CORTE COST., Cod. Proc. Pen. art. 515 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)