Sez. U, Sentenza n. 4572 del 06/07/1983 (Rv. 429448 - 01)
GIURISDIZIONE CIVILE - GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - AUTORIZZAZIONI E CONCESSIONI - SOCIETÀ CONCESSIONARIA DI PUBBLICO SERVIZIO DI TRASPORTO - RINNOVO DELLA CONCESSIONE IN BASE AD ATTO ILLEGITTIMO DEL MINISTERO DEI TRASPORTI - ANNULLAMENTO DELL'ATTO DI RINNOVO DA PARTE DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO - CONTINUAZIONE DELL'ATTIVITÀ DA PARTE DELLA SOCIETÀ CONCESSIONARIA - AZIONE DI RISARCIMENTO DANNI DA PARTE DI ALTRO CONCESSIONARIO DI PUBBLICO TRASPORTO SU UNA LINEA VICINA IN RELAZIONE AL VENIR MENO DELL'ASPETTATIVA DI CONSEGUIRE UNA NUOVA CONCESSIONE - INAMMISSIBILITÀ.*
GIURISDIZIONE CIVILE - GIURISDIZIONE ORDINARIA E AMMINISTRATIVA - AUTORIZZAZIONI E CONCESSIONI - SOCIETÀ CONCESSIONARIA DI PUBBLICO SERVIZIO DI TRASPORTO - RINNOVO DELLA CONCESSIONE IN BASE AD ATTO ILLEGITTIMO DEL MINISTERO DEI TRASPORTI - ANNULLAMENTO DELL'ATTO DI RINNOVO DA PARTE DEL GIUDICE AMMINISTRATIVO - CONTINUAZIONE DELL'ATTIVITÀ DA PARTE DELLA SOCIETÀ CONCESSIONARIA - AZIONE DI RISARCIMENTO DANNI DA PARTE DI ALTRO CONCESSIONARIO DI PUBBLICO TRASPORTO SU UNA LINEA VICINA IN RELAZIONE AL VENIR MENO DELL'ASPETTATIVA DI CONSEGUIRE UNA NUOVA CONCESSIONE - INAMMISSIBILITÀ.*
Qualora una società concessionaria di pubblico servizio di trasporto, ottenuto il rinnovo della concessione in base ad atto illegittimo dell'amministrazione dei trasporti (nella specie, per vizi di natura procedurale), continui nell'espletamento della relativa attività pur dopo l'intervento del giudice amministrativo - il quale annulli detto atto, e, poi, in Sede di giudizio di ottemperanza, ordini l'esecuzione del precedente giudicato - stante l'inerzia dell'amministrazione medesima a fronte dell'una e dell'altra pronuncia, deve negarsi che altro concessionario di pubblico trasporto su una linea vicina possa invocare i suddetti fatti a fondamento di un'Azione di risarcimento del danno, che venga proposta contro quella società o quell'amministrazione non per lesione od interferenza sulle posizioni derivanti dalla propria concessione, ma in relazione al venire meno dell'aspettativa di conseguire una nuova concessione, ovvero di vedere aumentato il volume di affari sulla propria linea, atteso che, con riguardo ad una siffatta pretesa, non è configurabile un diritto soggettivo, ma solo un interesse legittimo, pur dopo la pronuncia di annullamento del giudice amministrativo o la successiva pronuncia resa dal medesimo in esito al giudizio d'ottemperanza. (V 1299/81, mass n 411896; (V 4071/79, mass n 400568; (V 2348/61).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2043 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 37 CORTE COST., Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 2 CORTE COST., Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 4 CORTE COST., Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 5 CORTE COST., Regio Decr. 26/06/1924 num. 1054 art. 26 CORTE COST., Regio Decr. 26/06/1924 num. 1054 art. 27 CORTE COST., Legge 06/12/1971 num. 1034 art. 1, Legge 06/12/1971 num. 1034 art. 2 CORTE COST., Legge 06/12/1971 num. 1034 art. 3 CORTE COST., Legge 06/12/1971 num. 1034 art. 37 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)