Sez. 2, Sentenza n. 11193 del 27/10/1995 (Rv. 494418 - 01)
IMPUGNAZIONI CIVILI - APPELLO - CITAZIONE DI APPELLO - MOTIVI - IN GENERE | Prospettazione da parte dell'appellante di tutte le censure comprese le mere eccezioni, con l'atto di appello - Necessità - Fattispecie.
IMPUGNAZIONI CIVILI - APPELLO - CITAZIONE DI APPELLO - MOTIVI - IN GENERE
L'appellante, a differenza dell'appellato che non sia a sua volta appellante incidentale, deve prospettare tutte le censure, ivi comprese quelle che attengono a mere eccezioni, con l'atto di appello, e nulla può aggiungere in prosieguo, e tanto meno, nella precisazione delle conclusioni, in quanto il diritto di impugnazione si consuma con l'atto di appello che fissa i limiti della devoluzione della controversia in sede di gravame (nella specie la sentenza di appello, annullata dalla S.C. aveva dichiarato d'ufficio l'improponibilità della azione possessoria per l'avvenuto decorso del termine di un anno dalla turbativa).
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1168 CORTE COST., Cod. Civ. art. 1170 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 342
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)