Sez. L, Sentenza n. 228 del 21/01/1985 (Rv. 438457 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - INDENNITÀ - DI FINE RAPPORTO DI LAVORO - COMPUTO - CALCOLO GLOBALE DELLA RETRIBUZIONE - ORARIO DI LAVORO - LAVORO STRAORDINARIO - COMPENSO RELATIVO - INCLUSIONE NEL COMPUTO DELL'INDENNITÀ DI ANZIANITÀ - CONDIZIONI - CONTINUITÀ DI DETTO LAVORO - ACCERTAMENTO - CRITERI - MERO RISCONTRO DELLA RIPETITIVITÀ - INSUFFICIENZA.*
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - INDENNITÀ - DI FINE RAPPORTO DI LAVORO - COMPUTO - CALCOLO GLOBALE DELLA RETRIBUZIONE - ORARIO DI LAVORO - LAVORO STRAORDINARIO - COMPENSO RELATIVO - INCLUSIONE NEL COMPUTO DELL'INDENNITÀ DI ANZIANITÀ - CONDIZIONI - CONTINUITÀ DI DETTO LAVORO - ACCERTAMENTO - CRITERI - MERO RISCONTRO DELLA RIPETITIVITÀ - INSUFFICIENZA.*
Il requisito della continuità del lavoro straordinario, il quale è necessario, anche indipendentemente dalla sua obbligatorietà in termini pattizi, a che il relativo compenso costituisca parte integrante della retribuzione da prendere a base per il computo della indennità di anzianità, non può essere affermato sulla base del mero riscontro della ripetitività, sia pure frequente, del lavoro straordinario medesimo, richiedendosi che questo presenti connotati di costanza e di uniformità, sì da risultare svincolato da esigenze occasionali e da configurare una prestazione sostanzialmente ordinaria. (V 4739/83, mass n 429630; (V 718/81, mass n 411188).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2108 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2120 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2121 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)