Sez. 6, Sentenza n. 23625 del 27/03/2013 Cc. (dep. 30/05/2013) Rv. 256261 - 01
MISURE CAUTELARI - PERSONALI - DISPOSIZIONI GENERALI - ESIGENZE CAUTELARI | Pubblico dipendente - Reati connessi alla carica pubblica ricoperta dall'agente - Dismissione dell'ufficio nell'esercizio del quale il reato è stato commesso - Svolgimento di altre pubbliche funzioni - Persistenza del pericolo di reiterazione del reato - Configurabilità - Condizioni - Motivazione puntuale - Necessità - Fattispecie.
MISURE CAUTELARI - PERSONALI - DISPOSIZIONI GENERALI - ESIGENZE CAUTELARI
Nei reati contro la P.A, il giudizio di prognosi sfavorevole sul pericolo di reiterazione di delitti della stessa specie di quelli per cui si procede non è impedito dalla circostanza che l'incolpato abbia dismesso l'ufficio o la funzione, nell'esercizio dei quali ha realizzato la condotta criminosa, ma il giudice, anche quando l'agente esercita ancora pubbliche funzioni, deve fornire puntuale e logica indicazione delle circostanze di fatto che rendono probabile che questi, nella diversa posizione soggettiva, possa continuare a porre in essere analoghe condotte criminose. (Fattispecie in cui la Corte ha escluso il "periculum in mora" in una situazione in cui, in assenza di specifici elementi, un imputato, cessata la carica di componente del Nucleo di Valutazione Impatto Ambientale, nel cui esercizio erano state poste in essere le condotte contestate, aveva continuato a svolgere il ruolo di insegnante pubblico).
Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 274 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)