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Sez. 6, Sentenza n. 18770 del 16/04/2014 Cc. (dep. 06/05/2014) Rv. 259685 - 01

MISURE CAUTELARI - PERSONALI - DISPOSIZIONI GENERALI - ESIGENZE CAUTELARI | Reati connessi alla carica pubblica ricoperta dall'agente - Dismissione dell'ufficio nell'esercizio del quale il reato è stato commesso - Svolgimento di diversa ed autonoma attività - Persistenza del pericolo di reiterazione del reato - Configurabilità - Condizioni - Motivazione puntuale - Necessità - Fattispecie.
Stato
decisa il 2014-04-16
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/259685-01

MISURE CAUTELARI - PERSONALI - DISPOSIZIONI GENERALI - ESIGENZE CAUTELARI

In tema di misure cautelari personali, la valutazione prognostica sfavorevole sul pericolo di reiterazione di delitti della stessa specie di quelli per cui si procede non è impedita dal fatto che l'incolpato abbia dismesso l'ufficio o la funzione, nell'esercizio dei quali ha realizzato la condotta criminosa; tale valutazione richiede peraltro la presenza di specifiche circostanze fattuali idonee a comprovare il concreto pericolo che l'agente, svolgendo una diversa attività, non collegata con il ruolo pubblico precedentemente ricoperto, continui a porre in essere ulteriori condotte analoghe. (In applicazione del principio, la S.C. ha annullato un'ordinanza applicativa del divieto di esercitare la professione di dottore commercialista, in cui il pericolo di reiterazione di condotte appropriative e di falso, nell'ambito della predetta attività, era stato desunto dall'imputazione per peculato e falso in relazione alla carica, ormai dismessa, di tesoriere del gruppo consiliare regionale di un partito politico).

Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 274 com. 1 lett. C CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 290

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)