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Sez. 6, Sentenza n. 9117 del 16/12/2011 Cc. (dep. 07/03/2012) Rv. 252389 - 01

MISURE CAUTELARI - PERSONALI - DISPOSIZIONI GENERALI - ESIGENZE CAUTELARI | Reati connessi alla carica pubblica ricoperta dall'agente - Dismissione della carica - Persistenza del pericolo di reiterazione del reato - Possibilità - Motivazione adeguata sulle ragioni della persistenza - Necessità - Fattispecie.
Stato
decisa il 2011-12-16
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/252389-01

MISURE CAUTELARI - PERSONALI - DISPOSIZIONI GENERALI - ESIGENZE CAUTELARI

Nei reati contro la P.A., il giudizio di prognosi sfavorevole sulla pericolosità sociale dell'incolpato non è di per sé impedito dalla circostanza che l'indagato abbia dismesso la carica o esaurito l'ufficio nell'esercizio del quale aveva realizzato la condotta addebitata, purché il giudice fornisca adeguata e logica motivazione sulle circostanze di fatto che rendono probabile che l'agente, pur in una diversa posizione soggettiva, possa continuare a porre in essere condotte antigiuridiche aventi lo stesso rilievo ed offensive della stessa categoria di beni e valori di appartenenza del reato commesso. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto sussistente il "periculum in mora" in quanto l'indagato, pur avendo dismesso la carica di assessore regionale alla sanità nell'ambito della quale aveva commesso i presunti delitti, aveva assunto quella di senatore che gli consentiva di intrattenere relazioni e rapporti con burocrati rimasti nell'amministrazione sanitaria).

Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 274 com. 1 lett. C CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)